Al termine dell’ultima partita del 2025, il difensore del Bari Andrea Meroni affida ai microfoni la sua analisi di un match che ha lasciato l’amaro in bocca. Nonostante il vantaggio iniziale, i biancorossi non sono riusciti a conquistare un successo fondamentale. Le parole del giocatore riflettono un mix di delusione per il risultato e consapevolezza dei segnali positivi emersi dalla prestazione.
L’analisi del pareggio e i dieci minuti decisivi
Il rammarico è palpabile nelle dichiarazioni di Meroni, che individua il momento chiave della partita. “C’è rammarico perché siamo riusciti a passare in vantaggio ma è stato un peccato subire gol”, spiega il difensore, sottolineando come la vittoria fosse un obiettivo cruciale. L’attenzione si sposta poi su una fase specifica del match: “Abbiamo avuto quei dieci minuti dove loro hanno cambiato modulo e noi ci siamo abbassati un po’ troppo”. Secondo Meroni, la rete subita è frutto di una disattenzione collettiva, un momento in cui “tutti potevamo fare di più per evitare il tiro e sulla respinta”. Un episodio che ha cambiato l’inerzia della gara e ha impedito al Bari di chiudere l’anno con i tre punti.
Una nuova mentalità per il girone di ritorno
Nonostante la delusione, Meroni evidenzia gli aspetti incoraggianti visti in campo. “La squadra è stata più viva”, afferma, attribuendo il merito al nuovo assetto tattico provato dal tecnico per aumentare la pressione e l’aggressività. Questa reazione, però, non è sufficiente. “Siamo consapevoli che ad oggi non basta”, ammette con lucidità il difensore. La strada per il futuro è tracciata: “Nel girone di ritorno dobbiamo portare a casa tanti punti, al di là delle prestazioni”. La nuova disposizione tattica, più offensiva, comporta dei rischi, come la possibilità di subire contropiedi. La chiave, secondo Meroni, sarà la gestione mentale: “Lì non dobbiamo andare in panico e disunirci. L’importante è rimanere in partita e sfruttare gli episodi che ci capitano”.




