Le recenti prestazioni di Amadou Mané stanno illuminando un momento di difficoltà per il Bari. L’esterno senegalese, diventato un fattore chiave con la gestione di Vivarini, si è reso protagonista di una prova di altissimo livello contro l’Avellino.
Numeri da leader contro l’Avellino
La partita contro l’Avellino ha rappresentato una vetrina importante per il talento di Mané. In quella gara, disputata da titolare, ha messo a segno 2 assist e creato 4 occasioni da gol. I dati, condivisi anche dal club biancorosso sui propri canali social, evidenziano una prestazione a tutto tondo: 41 tocchi di palla, 6 dribbling riusciti e una precisione nei passaggi del 63%. Numeri che non solo infondono fiducia per il futuro, ma che lo candidano a un ruolo da protagonista, specialmente considerando l’assenza di Dorval, impegnato in Coppa d’Africa.
Dalle origini in Senegal al sogno biancorosso
La storia di Mané parte da lontano, dai campi improvvisati di Ziguinchor, in Senegal. Fin da bambino, la sua vita è stata scandita dal pallone, condiviso con il fratello maggiore Papis. Inizialmente, spinto dall’esempio del fratello, aveva scelto un ruolo difensivo. Tuttavia, la sua velocità e facilità di corsa lo hanno presto indirizzato verso la fascia. Il suo percorso di crescita lo ha portato anche a transitare per il settore giovanile del Napoli, prima di approdare al Bari. Secondo il racconto del fratello, il repertorio che oggi i tifosi biancorossi ammirano – fatto di discese sulla fascia, cross e una costante presenza in entrambe le fasi di gioco – è lo stesso che esibiva fin da piccolo nelle strade del suo paese natale.




