Bari, un'annata da dimenticare: tre allenatori, due rivoluzioni e poi la Serie C
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Bari, un’annata da dimenticare: tre allenatori, due rivoluzioni e poi la Serie C

Una stagione vissuta costantemente nei bassifondi della classifica. Il Bari 2025-26 è un racconto di scelte sbagliate, cambi in panchina e un’agonia sportiva durata undici mesi.

Una stagione intera trascorsa a lottare nelle zone basse della classifica, senza mai trovare una vera stabilità. Il campionato di Serie B 2025-26 del Bari si è configurato come uno dei più difficili nella storia del club, un percorso di undici mesi segnato da tensioni, risultati deludenti e un epilogo sofferto, agguantato solo attraverso i playout. Nonostante un avvio di stagione con l’obiettivo playoff confermato dal presidente Luigi De Laurentiis, la squadra non è mai riuscita a esprimere il suo potenziale, rimanendo costantemente invischiata nella lotta per non retrocedere.

L’instabilità della guida tecnica

L’annata è iniziata con una rivoluzione in panchina. Dopo la mancata qualificazione ai playoff nel torneo precedente, la società ha deciso di non confermare Moreno Longo, affidando la squadra a Fabio Caserta. La sua avventura è durata però solo dodici giornate, con un bilancio di 13 punti che ha portato all’esonero. Al suo posto è stato chiamato Vincenzo Vivarini, un ritorno dopo l’esperienza in Serie C. Il suo impatto è stato negativo, con appena quattro punti raccolti in otto partite e una pesante sconfitta per 5-0 a Empoli. Questa crisi di risultati ha portato a un nuovo ribaltone il 19 gennaio: esonerati sia Vivarini sia il direttore sportivo Giuseppe Magalini. La panchina è stata quindi riaffidata a Moreno Longo, mentre Valerio Di Cesare è stato promosso a direttore dell’area tecnica.

Due mercati, due rivoluzioni senza progetto

La confusione tecnica si è riflessa in un mercato senza una chiara direzione. In estate, la rosa è stata smantellata con 25 cessioni e 19 nuovi acquisti. Tra questi, i ritorni di Gaetano Castrovilli e Anthony Partipilo e l’arrivo di Giuseppe Sibilli, la cui stagione è stata però condizionata da una squalifica di otto mesi per scommesse. Il ritiro è stato turbato dalla tragica scomparsa del figlio di Verreth. A gennaio, un’altra rivoluzione: undici nuovi innesti e nove partenze. L’operazione non ha però portato la svolta sperata, con i ritorni di Castrovilli e Partipilo che si sono conclusi negativamente, rispettivamente con una cessione e una messa fuori rosa.

Un cammino tra umiliazioni e sussulti d’orgoglio

Il rendimento in campo è stato un’altalena di prestazioni deludenti e improvvisi sussulti. La freddezza della piazza, testimoniata dal basso numero di abbonamenti (5.134), ha fatto da sfondo a un percorso segnato da sconfitte pesanti, come il 4-0 subito a Pescara e il 3-0 interno con la Carrarese. La squadra ha faticato a trovare continuità, alternando lunghe serie senza vittorie a successi inaspettati, come quelli contro la Sampdoria a Genova e in casa con l’Empoli. Proprio queste vittorie, unite a quelle ottenute nelle ultime due giornate contro Entella e Catanzaro, si sono rivelate decisive per raggiungere la possibilità di salvarsi tramite i playout. Nonostante un’annata segnata da delusioni, il pubblico ha risposto presente nel momento del bisogno, con 27.734 spettatori per la gara di andata al San Nicola.