Giuseppe Rao è il fulcro del gioco del Bari. Tutte le principali occasioni offensive dei biancorossi nascono dalle sue giocate, un’investitura certificata anche dalle attenzioni che gli riservano gli avversari. Lo certifica l’analisi di Giorgio Basile. Il telecronista di Dazn, intervenuto a RadioTuttoNapoli, ha descritto l’evoluzione del giovane talento di proprietà del Napoli, diventato un perno della squadra con la gestione di Moreno Longo.
Da riserva a perno della manovra
L’ascesa di Rao non era scontata. Nella prima parte della stagione, infatti, il suo impiego era stato limitato, con i precedenti tecnici Caserta e Vivarini che non avevano puntato su di lui. Tutto è cambiato con Longo. Il nuovo allenatore gli ha concesso fiducia e spazio, venendo ripagato da prestazioni di alto livello, come dimostrano i quattro gol segnati in altrettante partite prima dell’ultima uscita. Contro la Carrarese la sua prestazione non è stata brillante, ma c’è un motivo tattico preciso, come ha spiegato Basile riferendosi alla gabbia preparata da Calabro. “C’erano sempre due uomini su Rao”. Questo trattamento speciale è la prova del suo status: se un classe 2006 inizia a essere raddoppiato, significa che sta facendo la differenza.
Uno sguardo al futuro: tra Serie A e modello spagnolo
Il futuro di Rao è un tema aperto. Secondo Basile, il giocatore possiede le qualità per affermarsi, anche se per il campionato di Serie A, sempre più fisico, potrebbe risultare “un po’ troppo leggerino”. Serve coraggio per lanciare i giovani. Il commentatore ha citato l’esempio di Vergara e ha tracciato un parallelo con il calcio spagnolo, dove i club non esitano a dare fiducia ai talenti provenienti dal settore giovanile. “Io sono abituato a commentare la Liga e lì giocano veramente tanti ragazzi giovani”, ha detto Basile, lanciando una riflessione per il calcio italiano. “Penso sia arrivato il momento anche per noi”.




