Moreno Longo non cerca alibi. Dopo la sconfitta con la Carrarese, l’analisi del tecnico è un atto d’accusa verso la squadra, descritta come inadeguata e incapace di reagire alle difficoltà. Le sue parole mettono a nudo le fragilità di un gruppo che continua a ripetere gli stessi errori.
Errori inaccettabili e crollo mentale
Il copione si ripete. “Purtroppo si è verificata la fotocopia di altre partite”, ha affermato Longo, puntando il dito contro la rete subita a inizio gara. “È inaccettabile subire quel gol dopo pochi secondi a difesa schierata”. Da lì, il buio. La squadra scompare dal campo, senza la forza di reagire, e concede altre reti definite “imbarazzanti” dall’allenatore, frutto di errori individuali clamorosi. La dinamica è la stessa vista contro il Sudtirol, con gol subiti su situazioni di gioco leggibili. Un altro dato riguarda la tenuta atletica. “Nella terza partita in sette giorni non riusciamo a mantenere il ritmo”, ha ammesso Longo. “Non può più essere un caso”. Il problema, però, è anche caratteriale. Al primo ostacolo la squadra si spegne. “Quando si prende gol, mentalmente ci spegniamo, sbraghiamo”, ha spiegato il tecnico, criticando la gestione di contropiedi avversari in cui il Bari era in superiorità numerica. “Bastava un fallo per interrompere l’azione”.
“Inutile prendere in giro la gente”
L’allenatore guarda al futuro con crudo realismo. “Se siamo quelli visti con Carrarese, Pescara o Sudtirol, non possiamo salvarci mai, è inutile prendere in giro la gente”. Longo non si nasconde e sottolinea come la squadra continui a sprecare le occasioni per risalire, anche quando i risultati delle altre squadre sono favorevoli. Un passo avanti e due indietro, come accaduto dopo la striscia positiva di sette punti in tre partite. “È un’altra realtà che bisogna assumere, sta a me provare a cambiarla”, ha dichiarato, mostrando consapevolezza della situazione. Il pensiero finale è per i tifosi. “Dispiace per la gente, dico davvero. Bari non merita questo dolore. Ma non possiamo mollare”.




