La retrocessione del Bari in Serie C ha innescato una dura reazione istituzionale contro la famiglia De Laurentiis. Il sindaco Vito Leccese e il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, hanno espresso una posizione netta, chiedendo un cambio di proprietà e minacciando di non concedere lo stadio San Nicola per il prossimo campionato. La città si sente tradita dopo un declino iniziato tre anni fa, con la promozione in Serie A svanita all’ultimo minuto contro il Cagliari.
Leccese: “Bari non è un accessorio”
Il sindaco Leccese, intervistato da Il Corriere del Mezzogiorno, ha usato parole dure nei confronti della gestione societaria. “Bari, come città ma anche come tifoseria, non meritava di essere trattata in questo modo”, ha affermato, lamentando l’assenza di un confronto sulle prospettive future nonostante le sue richieste. Ha quindi annunciato di aver scritto ad Aurelio De Laurentiis per un incontro urgente. Fino ad allora, non firmerà la richiesta di disponibilità dello stadio. La sua posizione è chiara: “Non è possibile che Bari sia considerata un accessorio per la famiglia De Laurentiis. Deve fare una scelta e subito. Non ci sono più tempi supplementari”.
Decaro: “Mi sento tradito, provo a convincerlo a vendere da due anni”
Anche Antonio Decaro, presidente della Regione ed ex sindaco che nel 2018 affidò il titolo sportivo ai De Laurentiis, si sente tradito. “Come tifoso, innanzitutto”, ha specificato parlando a Repubblica. Decaro individua un punto di non ritorno preciso: la dichiarazione di due anni fa in cui Aurelio De Laurentiis definì il Bari come una possibile squadra B del Napoli. “Quando lo ha dichiarato, l’ho pubblicamente mandato a quel paese”, ha ricordato. L’ex sindaco ha poi rivelato i suoi sforzi per risolvere la situazione: “Sono due anni che provo a convincere Luigi De Laurentiis a vendere. Ho anche cercato in tutti i modi investitori”. Decaro ha infine smentito le voci su un presunto interesse degli Hartono, definendola una “fake news” basata su una mail arrivata fuori tempo massimo e priva della documentazione richiesta dalla Federcalcio.




