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La sconfitta con la Juve Stabia scatena la contestazione. Nel mirino De Laurentiis

La sconfitta con la Juve Stabia fa sprofondare il Bari al penultimo posto. La dura contestazione dei tifosi ha costretto il presidente De Laurentiis a lasciare lo stadio con la scorta.

La crisi del Bari si aggrava dopo l’ennesima sconfitta interna, questa volta contro la Juve Stabia, che fa precipitare la squadra al penultimo posto in classifica con soli 17 punti. L’episodio simbolo della serata è la dura contestazione dei tifosi, che ha costretto il presidente Luigi De Laurentiis a lasciare lo stadio San Nicola sotto scorta. Un segnale che l’immobilismo societario, percepito come una tacita accettazione della retrocessione, ha ormai rotto gli argini della pazienza della piazza.

Il mercato che non c’è

Nel calcio, difendere una categoria come la Serie B richiede investimenti e assunzione di rischi economici, come ingaggi onerosi o interventi correttivi in sede di calciomercato. La dirigenza del Bari, tuttavia, sembra percorrere una strada opposta, evitando sistematicamente ogni mossa che possa comportare un esborso significativo. Questa mancanza di reazione, mentre la situazione sportiva peggiora, viene interpretata come un segnale inequivocabile: la permanenza nella serie cadetta potrebbe non essere considerata una priorità assoluta. L’atteggiamento del club non appare quello di chi lotta per la salvezza, ma di chi si limita ad accompagnare passivamente la squadra verso il suo destino.

La Serie C come approdo gestionale

In questo scenario, la retrocessione in Serie C smette di essere un incubo sportivo per diventare un’alternativa gestionale. Un campionato di livello inferiore comporta infatti una drastica riduzione dei costi, da un monte ingaggi più leggero a una minore pressione mediatica e sui risultati. Per una proprietà che potrebbe avere come obiettivo il semplice mantenimento del club in attesa di un passaggio di mano, la Serie C rappresenta una dimensione economicamente più sostenibile, dove è possibile “sopravvivere” con un dispendio minimo di risorse. Questa prospettiva, sempre più diffusa tra i tifosi, trasforma la potenziale sconfitta sul campo in un ridimensionamento programmato.

La rabbia dei tifosi contro la proprietà

La logica puramente economica si scontra con la passione di una piazza esigente come Bari. La sconfitta contro la Juve Stabia è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, materializzando un sentimento di abbandono che covava da tempo. La rabbia dei tifosi si è manifestata in una dura contestazione al fischio finale, culminata con la necessità per il presidente Luigi De Laurentiis di allontanarsi dallo stadio con la scorta. Un’immagine potente che testimonia la frattura profonda tra la gente e una società accusata di accettare la retrocessione senza lottare, mentre dal pubblico si alza forte la richiesta di una cessione del club.