Il Bari crolla a Pescara. La squadra di Moreno Longo subisce una sconfitta per 4-0 nel posticipo della ventinovesima giornata, vanificando le vittorie ottenute con Sampdoria ed Empoli. Una prestazione senza appello. I biancorossi sprofondano così al penultimo posto in classifica, travolti dalle reti di Di Nardo, Insigne e Valzania.
Una voragine in difesa
La retroguardia biancorossa ha vissuto una serata da incubo. La coppia centrale formata da Nikolaou e Odenthal è apparsa in costante affanno. Il primo, di nuovo titolare dopo quasi due mesi, ha mostrato imprecisione e un cattivo posizionamento. Il secondo non è mai riuscito a contenere Di Nardo, autore di una doppietta. Anche l’ingresso di Cistana non ha portato solidità, con il difensore entrato fuori ritmo e coinvolto nel terzo e quarto gol abruzzese. Alle loro spalle, il portiere Cerofolini ha trasmesso poca sicurezza al reparto.
L’attacco non punge, il centrocampo affonda
La partita del Bari avrebbe potuto prendere una piega diversa. Sul risultato di 1-0, Moncini ha avuto davanti al portiere la palla del pareggio, ma l’ha sprecata. Da quel momento, l’attaccante è uscito dalla gara. A centrocampo la situazione non è stata migliore. Maggiore ha sbagliato quasi ogni giocata e ha causato il calcio di rigore trasformato da Insigne, macchiando ulteriormente la sua prova. Dorval ha perso troppi palloni, mentre Artioli ha faticato sia in fase di costruzione che di contenimento.
Le scelte di Longo e lo spirito della squadra
Sul banco degli imputati finisce anche il tecnico Moreno Longo. Le sue scelte iniziali non hanno dato i frutti sperati e il turnover si è rivelato un fallimento. Le seconde linee chiamate in causa non si sono dimostrate all’altezza della situazione. L’aspetto che lascia più perplessi, però, è l’atteggiamento della squadra. La prova dal punto di vista dello spirito è stata definita imbarazzante, un segnale negativo per il prosieguo del campionato. Il Bari è tornato meritatamente al penultimo posto.




