In una lunga intervista concessa a FanPage, l’ex centrocampista Sergio Volpi ha riaperto l’album dei ricordi, dedicando un pensiero speciale al suo biennio con la maglia del Bari. Le sue parole delineano il ritratto di un allenatore all’avanguardia e di una squadra ricca di talento.
Volpi su Fascetti
Il ricordo più forte di Volpi è legato alla figura di Eugenio Fascetti, descritto non solo come un allenatore, ma come “un secondo padre”. L’ex regista ha sottolineato la modernità tattica del tecnico, considerato un precursore del calcio attuale. “Il calcio uomo contro uomo di Gasperini, che poi oggi tutti copiano, noi lo facevamo quasi trent’anni fa a Bari “, ha spiegato Volpi, evidenziando come Fascetti fosse tatticamente avanti. Al di là degli schemi, emerge il lato umano dell’allenatore: un uomo che dall’esterno poteva apparire scontroso, ma che “per i suoi ragazzi si sarebbe buttato nel fuoco“, specialmente in un gruppo composto da molti giovani a cui diede piena fiducia.
Il ricordo del presidente Matarrese
Quel Bari, pur militando in Serie B, vantava una rosa di altissimo livello. Volpi ha ricordato con ammirazione i suoi compagni di squadra: “Davanti aveva Di Vaio, Flachi e Ventola, a centrocampo Ingesson, Doll, De Ascentis“. Un organico che testimonia la qualità del progetto tecnico di allora. Un breve accenno è stato riservato anche allo storico presidente Vincenzo Matarrese. Con una battuta, Volpi ha affermato che con lui “non ci si annoiava”, pur precisando che i contatti diretti tra la squadra e la presidenza erano rari, una dinamica molto diversa rispetto al calcio di oggi.




