Il Bari sta attraversando una crisi profonda e strutturale, che va oltre i singoli episodi e si manifesta in un’involuzione costante. Le difficoltà, emerse nei mesi scorsi, si sono aggravate, trascinando la squadra in una posizione di classifica sempre più critica, fino alla zona retrocessione diretta. La recente sconfitta contro la Carrarese ha confermato la fragilità di una squadra che fatica a essere concreta e competitiva, mettendo in luce problemi irrisolti in ogni reparto.
L’attacco ha smesso di segnare
Il problema più evidente riguarda il reparto offensivo, il cui apporto è praticamente nullo da inizio novembre. Da quel momento, nessun attaccante è più riuscito a trovare la via del gol. Moncini è fermo a cinque reti, un bottino che a un certo punto della stagione sembrava proiettarlo come leader della squadra, ma che oggi testimonia una preoccupante flessione. Gytkjaer segue con tre gol, mentre l’unico altro contributo è arrivato da Cerri, con una sola marcatura. Questa sterilità offensiva non è un caso isolato, ma un digiuno prolungato che si è trasformato in un vero e proprio allarme. Le poche reti realizzate dalla squadra portano la firma di altri reparti, a conferma di una crisi sistemica in fase realizzativa.
La difesa non offre garanzie
A peggiorare la situazione contribuisce una fase difensiva tutt’altro che solida. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, i numeri smentiscono l’idea di una squadra equilibrata. La retroguardia biancorossa è infatti la terza peggiore del campionato per gol subiti, un dato che evidenzia una fragilità difensiva costante. Sebbene in alcune partite, come quelle contro Sudtirol e Juve Stabia, la porta sia rimasta inviolata, si è trattato di eccezioni che non cambiano il quadro generale. La squadra concede troppo e troppo spesso, senza riuscire a compensare con un attacco incisivo, creando uno squilibrio che si riflette in ogni zona del campo.
Un futuro incerto senza gol
Nemmeno il cambio in panchina è riuscito a invertire la rotta, almeno per quanto riguarda la produzione offensiva. Anzi, il Bari sembra aver perso anche le poche certezze che aveva in precedenza, apparendo prevedibile e privo di cattiveria negli ultimi metri. Senza gol, ogni partita diventa una sfida proibitiva e l’obiettivo salvezza, ormai dichiarato, si fa sempre più complicato. La classifica non aspetta e i punti persi pesano come un macigno. Per invertire la tendenza e uscire da questo limbo pericoloso, è fondamentale che gli attaccanti tornino a essere protagonisti. Una squadra che non segna, infatti, non può vincere, e alla lunga rischia di pagare un prezzo altissimo.




