Lanzafame firma la vittoria del centenario: il Bari supera il Frosinone in rimonta
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Lanzafame e il Bari: dal rapporto con Conte allo scandalo scommesse

Davide Lanzafame si racconta: l’esplosione a Bari con Conte, i 10 gol in B e la difficile vicenda del calcioscommesse che ha segnato la sua carriera.

Davide Lanzafame, ex attaccante biancorosso, ha ripercorso le tappe della sua carriera in un’intervista concessa a La Gazzetta dello Sport. Tra i ricordi più significativi, spicca il periodo trascorso a Bari, un’esperienza a due facce segnata dall’incontro con Antonio Conte e dalla pesante ombra del calcioscommesse, che ha profondamente inciso sul suo percorso professionale.

L’esplosione con Conte: “Mi ha cambiato la carriera”

Nel suo primo anno a Bari, sotto la guida di Antonio Conte, Lanzafame visse una stagione da protagonista in Serie B. L’allenatore, descritto come “un martello”, seppe valorizzarne il potenziale. “All’inizio mi tirava le orecchie, poi capì il mio potenziale e mi fece giocare con continuità”, ha raccontato l’ex giocatore. Schierato come ala nel 4-2-4 di Conte, Lanzafame mise a segno 10 gol e 3 assist, un rendimento che lo consacrò come uno dei talenti più promettenti del campionato. “Mi ha dovuto coccolare, ma è stato l’allenatore che mi ha cambiato la carriera”, ha ammesso, sottolineando l’importanza del tecnico leccese nella sua crescita.

Il calcioscommesse e il peso dei “senatori”

L’esperienza barese di Lanzafame fu macchiata dalla vicenda del calcioscommesse, che lo portò a una squalifica di 13 mesi. Le accuse riguardavano due partite perse dal Bari: quella interna contro il Treviso (0-1) e la trasferta di Salerno (3-2). Lanzafame, che all’epoca aveva solo 20 anni, ha affrontato la questione senza mezzi termini: “Ho sempre messo la faccia davanti alla questione, assumendomi tutte le responsabilità. Ho pagato per quello che ho fatto”. Lanzafame ha descritto un ambiente non semplice, condizionato dal peso di figure esperte all’interno dello spogliatoio. “In certi contesti, se qualcuno dello spogliatoio ti dice come devi giocare una partita, non riesci a dire di no”, ha confessato, pur specificando di non voler cercare alibi per le proprie azioni.