Bari, una rosa da rifondare: tra contratti in scadenza e un patrimonio tecnico quasi nullo
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Bari, una rosa da rifondare: tra contratti in scadenza e un patrimonio tecnico quasi nullo

Dopo la retrocessione, il Bari si trova a dover ricostruire la squadra da zero. Pochi i giocatori di proprietà su cui contare, tanti gli addii e un settore giovanile che non offre alternative.

Il Bari si trova di fronte a una rivoluzione totale, conseguenza non solo della retrocessione ma di una strategia societaria che ha privilegiato il presente senza costruire per il futuro. La squadra è da ricostruire dalle fondamenta, indipendentemente dalla categoria, con un parco giocatori di proprietà esiguo e un settore giovanile che non fornisce alternative. Una situazione che smentisce le previsioni dell’ex direttore sportivo Giuseppe Magalini, il quale parlava di una base di 12-14 calciatori da cui ripartire.

Le poche certezze del patrimonio biancorosso

Analizzando i contratti, i giocatori di piena proprietà del Bari sono nove. Tra questi figurano i portieri Michele Cerofolini e Marco Pissardo, i difensori Riccardo Burgio, Lorenzo Dickmann e Valerio Mantovani, i centrocampisti Ebrima Darboe, Matthias Verreth e Giulio Maggiore, oltre all’attaccante Giuseppe Sibilli. Tuttavia, questo nucleo offre scarse garanzie: Darboe è reduce da un grave infortunio, Sibilli è stato fermato da una lunga squalifica e il rendimento generale della maggior parte degli altri elementi è stato deludente. A questi si aggiungono i giocatori di rientro dai prestiti come Filippo Faggi, Giacomo Manzari, Francesco Vicari e Vincenzo Colangiuli, il cui futuro a Bari è tutto da definire. Diversa la situazione di Andrea Meroni, per cui dovrebbe scattare l’obbligo di riscatto da parte del Mantova.

L’esodo dei prestiti e gli addii a fine contratto

La rosa biancorossa subirà uno svuotamento massiccio con la partenza di tutti i giocatori arrivati in prestito. Il club non eserciterà le opzioni di riscatto per calciatori come Cas Odenthal, Matthias Braunoder, Riccardo Pagano, Anthony Partipilo e Marvin Cuni, che torneranno alle rispettive società di appartenenza. Giunge al capolinea anche l’esperienza di veterani come Raffaele Pucino e Nicola Bellomo, entrambi con il contratto in scadenza il 30 giugno e senza trattative avviate per un rinnovo. Anche Christian Gytkjaer lascerà il club, poiché la sua opzione di rinnovo era legata alla promozione in Serie A.

Situazioni spinose e il nodo del settore giovanile

A complicare il quadro ci sono diverse situazioni contrattuali irrisolte. Il rinnovo di Mehdi Dorval è in stallo da mesi, con il rischio di perdere il giocatore a parametro zero. Anche per Moussa Mane i dialoghi per il prolungamento non hanno portato a una firma. Il contratto di Gabriele Moncini contiene inoltre una clausola di risoluzione in caso di retrocessione in Serie C, rendendo la sua permanenza improbabile. L’assenza di un settore giovanile produttivo rappresenta il problema più strutturale. Nessun giovane della Primavera ha esordito in prima squadra nell’ultima stagione. Se il Bari dovesse ripartire dalla Serie C, le regole della Lega Pro, che impongono la presenza in lista di almeno cinque calciatori provenienti dal proprio vivaio, metterebbero il club in grave difficoltà. Attualmente, l’unico a rispondere a tali requisiti sarebbe il giovane Colangiuli.