Bari, il modello multiproprietà ha mostrato i suoi limiti: l'analisi di Costantino sul futuro del club
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Bari, il modello multiproprietà ha mostrato i suoi limiti: l’analisi di Costantino sul futuro del club

Il prof. Domenico Costantino, membro della commissione che nel 2018 valutò le offerte per il club, analizza il percorso del Bari: la multiproprietà, utile in emergenza, ha fallito. Ora serve un cambio.

Il progetto iniziale per il Bari, nato dopo il fallimento, ha esaurito la sua spinta propulsiva. La gestione legata alla multiproprietà ha condotto il club alla situazione attuale e ora è giusto “lasciare spazio a chi possa credere realmente nel club”. A parlare è Domenico Costantino, professore e direttore del master in Diritto Sportivo dell’Università di Bari, che nel 2018 fece parte della commissione incaricata di valutare le proposte per la rinascita della società biancorossa.

Una scelta giusta per l’emergenza, ma non per la crescita

Costantino ripercorre le tappe di quella decisione. La scelta ricaduta sulla proposta dei De Laurentiis, spiega, funzionò nella fase critica della ricostruzione. Il Bari fu salvato, tornò nel calcio professionistico e ritrovò stabilità. Tuttavia, il modello di governance della multiproprietà “ha mostrato i suoi limiti nella fase successiva”. Secondo il professore, non tutte le proposte presentate all’epoca avevano i requisiti per essere considerate valide. La valutazione fu fatta su un numero ristretto di progetti, basandosi sulla loro sostenibilità e sulle garanzie offerte. Oggi, però, il bilancio è chiaro: quel modello non è riuscito a proseguire nella direzione auspicata, portando a una situazione che richiede un cambiamento radicale per riconoscere il valore del Bari come simbolo di una comunità.

Governance a confronto: il futuro del calcio passa da Bari

La situazione del Bari diventa un caso di studio emblematico delle nuove sfide del calcio. Da un lato la multi-club ownership, che può portare investimenti ma solleva interrogativi su conflitti di interesse e correttezza delle competizioni. Dall’altro, l’azionariato popolare, un modello fondato sul coinvolgimento dei tifosi che non deve essere una formula nostalgica, ma un sistema equilibrato con competenze manageriali e sostenibilità economica. La domanda centrale, secondo Costantino, è una: “chi governa il calcio e nell’interesse di chi?”. Questi temi saranno al centro della International Sports Law Conference, un evento che si terrà proprio a Bari il 6 giugno. L’incontro, promosso dal master in Diritto Sportivo dell’ateneo barese in collaborazione con la Rex Sport Association, riunirà esperti internazionali per discutere di modelli di governance capaci di tenere insieme competitività, sostenibilità e identità territoriale. La sfida, conclude Costantino, è costruire un calcio “più moderno, ma anche più responsabile”, dove i tifosi non siano semplici consumatori ma parte essenziale del futuro.