L’ex direttore sportivo del Bari, Giorgio Perinetti, è intervenuto su alcune questioni legate al mondo biancorosso in un’intervista rilasciata a La Gazzetta del Mezzogiorno. Le sue parole hanno toccato due argomenti principali: un suo possibile ma mancato ritorno nel capoluogo pugliese e una netta presa di posizione contro la pratica del silenzio stampa.
Il ritorno bloccato e il tifo per i biancorossi
Perinetti ha rivelato un retroscena riguardo un suo mancato ritorno a Bari, senza usare mezzi termini. “Mi hanno impedito di tornare a Bari, ma non possono proibirmi di tifare per la mia ex squadra”, ha affermato l’ex dirigente. Ha poi aggiunto un dettaglio sulla situazione, spiegando che la volontà di una parte dell’ambiente non ha trovato riscontro ai vertici. “A Bari tutti mi aspettano, ma chi può decidere non procede. Ci avrebbe già pensato”. Nonostante l’amarezza, il suo pensiero si è spostato sul campo: “Vedremo. Intanto, preoccupiamoci del risultato determinante di venerdì”.
Comunicazione e silenzi stampa: la visione di Perinetti
L’ex diesse ha espresso una posizione chiara sulla gestione della comunicazione da parte di un club. “Sono contrario in assoluto ai silenzi stampa, di qualunque genere siano”, ha dichiarato. Secondo la sua filosofia, il dialogo con l’esterno è una necessità, specialmente nei momenti difficili. “Più le cose vanno male e più bisogna comunicare, essere presenti e mandare segnali positivi all’esterno”. Pur non conoscendo le motivazioni specifiche del Bari, ha ribadito la sua linea: “Nella mia carriera, è sempre stato essenziale parlare. Fatta eccezione per eventi estemporanei, come una presa di posizione per direzioni arbitrali contestate”.




