La retrocessione diretta va evitata. Questa la rotta indicata da Guido Angelozzi per il finale di stagione del Bari, in piena lotta per non scivolare in Serie C. Una visione pragmatica. L’ex direttore dell’area tecnica biancorossa, oggi al Cagliari, analizza con lucidità in un’intervista per La Gazzetta del Mezzogiorno una situazione resa complessa da quindici sconfitte e dieci pareggi in trentadue partite. I numeri sono impietosi.
Playout come ancora di salvezza
Secondo Angelozzi, le parole dure usate dal tecnico Moreno Longo dopo la partita con la Carrarese rappresentano un tentativo di scuotere la squadra e l’ambiente. Un ultimo richiamo alla responsabilità. L’obiettivo realistico, a questo punto, non è tanto la salvezza diretta quanto l’accesso ai playout, che offrirebbero una seconda opportunità per mantenere la categoria. “Ci si può salvare anche passando dai playout”, ha affermato il dirigente, sottolineando come in quella fase il Bari potrebbe giocarsela con tutti. Inutile cercare colpevoli adesso. Bisogna solo concentrarsi su ogni partita per fare risultato.
La tenuta mentale del gruppo
La discussione si sposta sulla tenuta psicologica del gruppo, con dodici calciatori il cui contratto scadrà a fine campionato. Angelozzi scarta l’ipotesi di un calo di tensione. “Retrocedere non piace a nessuno”, spiega, definendola una “medaglia negativa” che un professionista vuole evitare a ogni costo per orgoglio e per il proprio futuro. La stessa logica si applica ai cambi di panchina tardivi visti in altre piazze, interpretati come una “scossa mentale” più che tecnica, una questione puramente motivazionale.
Un calendario che non fa sconti
Il cammino del Bari è in salita. All’orizzonte ci sono sfide contro squadre in lotta per la promozione o i playoff, come Venezia, Monza e Catanzaro. L’unico scontro diretto rimasto è quello del primo maggio con l’Entella. Tuttavia, Angelozzi individua un fattore che potrebbe aiutare i biancorossi: i numerosi incroci totali tra le nove squadre coinvolte nella bagarre abbasseranno la quota salvezza. “Il tempo per salvare l’annata c’è”, sostiene, citando l’esempio della Reggiana che in passato si salvò con una striscia di vittorie finali. La matematica tiene ancora vive le speranze. “Il Bari deve essere bravo a trasformare la speranza in certezza”.




