Bari: esordio in Serie B 2025/2027, sfida al Venezia
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Bari, la resa in campo: la squadra ha smesso di lottare per la salvezza?

Il Bari si consegna all’avversario con una prestazione priva di orgoglio. La squadra di Longo si scioglie, evidenziando una preoccupante fragilità difensiva e tattica.

Il Bari ha smesso di combattere. La sconfitta subita non è un semplice passo falso, ma la cronaca di una resa incondizionata di fronte alla prima difficoltà. Una volta in svantaggio, la squadra si è sciolta, mostrando un’incapacità di reagire che va oltre i limiti tecnici di una rosa costruita con evidenti lacune. Non c’è orgoglio, non c’è lotta. Solo il vuoto.

Il crollo difensivo

La fase difensiva è stata un invito all’attacco per gli avversari. Il gol di Abiuso nasce da un assist di Hasa, lasciato libero di percorrere il campo senza trovare la minima opposizione. È una scena che si ripete. Poco dopo, Bouah si invola in contropiede per quaranta metri indisturbato prima di segnare la terza rete, trasformando la partita in un’esibizione di impotenza. In questo quadro si inserisce la prestazione di Dorval, un giocatore in costante difficoltà. Le sue letture errate e le amnesie difensive creano voragini continue, lasciando la squadra sistematicamente scoperta. Un lusso che un gruppo in lotta per la salvezza non può concedersi.

Le scelte di Longo non invertono la rotta

Moreno Longo ha provato a cambiare le carte in tavola. Ma ogni mossa si è rivelata inefficace. L’inserimento di Pagano al posto di Dikmann, quando la squadra avrebbe avuto bisogno di maggiore spinta offensiva, è apparso come un segnale di confusione tattica. Anche gli ingressi di Piscopo e Traorè non hanno prodotto alcun effetto, con la squadra già mentalmente fuori dalla partita. Tutto si muove, ma nulla funziona. Il gol annullato a Cuni dal VAR nel finale è quasi un dettaglio beffardo, la chiusura di un’umiliazione che non ammette attenuanti.