La sfida tra Cesena e Bari, diretta dall’arbitro Livio Marinelli di Tivoli, ha visto il direttore di gara estrarre per cinque volte il cartellino giallo. Tre sanzioni sono state indirizzate a giocatori del Bari, due a quelli del Cesena, in un match con un totale di 21 falli fischiati. Andiamo a esaminare le decisioni arbitrali più significative.
Le tre ammonizioni per SPA (Stopping Promising Attack)
Ben tre dei cinque cartellini gialli sono stati comminati per aver interrotto una promettente azione d’attacco (SPA). Il primo a finire sul taccuino dell’arbitro è stato il difensore del Bari, Cistana, al 37′. Durante un duello sulla fascia, dopo un leggero contatto reciproco con Blesa, il giocatore biancorosso ha fermato l’avversario che si stava involando, rimediando un’ammonizione. Al 73′ è toccato a Magni del Cesena, punito per una trattenuta prolungata su Pagano, lanciato verso l’area avversaria. Pochi minuti dopo, all’80’, Mangaviti ha ricevuto un giallo per aver fermato fallosamente De Pieri, che stava conducendo una pericolosa ripartenza al limite dell’area di rigore romagnola.
Comportamento antisportivo e imprudenza: gli altri gialli
Le altre due ammonizioni hanno avuto motivazioni differenti. Al 72′, De Pieri del Bari è stato sanzionato per una spallata deliberata su Blesa, che proteggeva il pallone. L’intervento è stato interpretato come comportamento antisportivo, una “mancanza di rispetto nei riguardi dello spirito del gioco”, come recita il regolamento. L’ultimo giallo della partita, all’82’, è stato per l’attaccante biancorosso Moncini. Nel tentativo di liberarsi dalla marcatura di due avversari, ha commesso un fallo su uno di loro, sanzionato per “imprudenza”, ovvero per aver agito senza curarsi del pericolo o delle conseguenze per l’avversario.




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