Un punto che muove poco la classifica e lascia sensazioni contrastanti. Il pareggio del Bari contro lo Spezia, in una sfida per la salvezza, ha mostrato due facce della squadra di Moreno Longo: solida in difesa e propositiva a centrocampo grazie a un nuovo innesto, ma ancora sterile in attacco.
Traorè illumina il centrocampo
La nota più lieta arriva dal debutto di Traorè. Il centrocampista si è subito imposto come uno dei migliori in campo, portando dinamismo e qualità alla manovra. Ha unito presenza fisica a buone geometrie, sfiorando anche la rete con una conclusione fermata da un intervento di Radunovic. La sua prestazione suggerisce come Longo abbia trovato una nuova pedina per dare equilibrio e sostanza alla linea mediana.
La difesa alza il muro
Se l’attacco fatica, la retroguardia risponde presente contro lo Spezia. Cerofolini ha tenuto viva la squadra con almeno due parate decisive, negando il gol ai liguri. Odenthal e il capitano Pucino sono stati protagonisti di salvataggi provvidenziali, dimostrando attenzione e capacità di lettura nelle situazioni più complesse.
Le difficoltà in fase offensiva
Le note dolenti arrivano dal reparto avanzato. Cuni, scelto come titolare, non è riuscito a incidere, finendo spesso per fare la scelta sbagliata e perdendo il confronto fisico con i difensori avversari. Anche Moncini è apparso isolato e poco lucido nell’ultimo passaggio. A completare il quadro c’è la prestazione di Cavuoti, che al suo esordio ha mancato una chiara occasione da gol a inizio ripresa.


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