Il Bari sembra un’altra squadra. Due vittorie consecutive non arrivavano da tempo, ma a differenza del passato non sono frutto del caso. La squadra soffre, combatte e porta a casa i punti con una mentalità diversa, mostrando uno spirito che sembrava perduto. La cura di Moreno Longo inizia a dare i suoi frutti, ridando vita a un gruppo che appariva smarrito.
La rivoluzione in difesa
L’assetto difensivo è la novità principale. Addio al trio composto da Vicari, Nikolaou e Meroni, spesso apparso confuso e statico di fronte alle offensive avversarie. Longo ha dato fiducia a Odenthal, Cistana e Mantovani, un reparto che ha subito mostrato maggiore solidità e maturità tattica. Non sono tre fenomeni. Ma garantiscono quella resistenza necessaria per sopravvivere nelle partite più complicate, un cambiamento netto rispetto all’atteggiamento passivo visto per mesi.
L’impronta del tecnico e le certezze in campo
Il tecnico ha avuto coraggio. Ha rilanciato giocatori che sembravano ai margini del progetto, come Maggiore, e ha integrato subito i nuovi acquisti di gennaio. Una scelta non scontata. Mentre il centrocampo ha trovato più equilibrio con il passare dei minuti, l’attacco si affida a poche ma pesanti certezze. Rao continua a convincere per personalità e fantasia, creando pericoli costanti sull’asse con Dorval, mentre Moncini si conferma cinico, trasformando in oro i pochi palloni giocabili.
Ora la prova Pescara
Il calendario però non concede tregua. Una serie di episodi favorevoli, dal palo della Sampdoria al gol annullato all’Empoli, ha forse aiutato a ritrovare fiducia. Ma il destino non basta. La prossima sfida contro il Pescara, squadra a sua volta rigenerata dal mercato di gennaio, rappresenta un test decisivo. Un pareggio servirebbe a poco. Per continuare la risalita, servirà solo vincere.




