La linea di confine tra Serie B e Serie C è profonda. Per il Bari non si tratta solo di un cambio di categoria, ma del rischio concreto di vedere smantellato il proprio patrimonio tecnico, con un futuro tutto da riscrivere. Un’eventuale retrocessione aprirebbe le porte a una diaspora di giocatori, tra ingaggi che diventerebbero insostenibili e ambizioni personali difficili da contenere in terza serie. Un’analisi di TuttoBari esplora questo scenario.
I talenti con le valigie pronte
Il primo nome sulla lista delle partenze è quello di Emanuele Rao. Il talento classe 2006, una delle rivelazioni della stagione, ha già attirato l’attenzione di club di Serie A, rendendo la sua permanenza in C un’ipotesi quasi impossibile. Accanto a lui c’è Mehdi Dorval, esterno algerino costantemente al centro di voci di mercato. La sua duttilità e la capacità di incidere su entrambe le fasce lo rendono un profilo appetibile, la cui permanenza in caso di declassamento sarebbe un’impresa ardua per la società. Dorval, tra l’altro, era già stato a un passo dal lasciare il club l’estate scorsa.
L’ossatura difensiva a rischio
Anche la difesa vedrebbe partire i suoi pilastri. Michele Cerofolini, portiere spesso decisivo durante la stagione con le sue parate, rappresenta un patrimonio che difficilmente resterebbe in terza serie. Discorso simile per Valerio Mantovani, diventato uno dei leader dello spogliatoio, e per l’esperto Andrea Cistana: il curriculum di entrambi non si concilia con un campionato di Serie C e avrebbero mercato in B.
Esperienza e rilancio: gli altri addii
La possibile rivoluzione non risparmierebbe gli altri reparti. In attacco, l’esperienza e la fisicità di Gabriele Moncini restano qualità ricercate nel campionato cadetto, aprendogli scenari alternativi. A centrocampo, Giulio Maggiore è stato rilanciato dalla gestione Longo e un buon finale di stagione lo proietterebbe verso palcoscenici superiori alla terza serie. A questi nomi si aggiungono i giocatori in prestito, che ampliano il rischio di smobilitazione. Tra Serie B e C passa una linea netta che cambia il valore della rosa e il potere contrattuale del club. Per il Bari, la salvezza non è solo un obiettivo sportivo, ma la possibilità di non disperdere il patrimonio tecnico costruito e ripartire senza dover smontare tutto ancora una volta.




