Stefano Brondi non usa mezzi termini per descrivere la situazione del Bari. L’ex centrocampista, che ha vestito sia la maglia biancorossa (1986/1988) sia quella del Catanzaro (1985/1986), ha offerto una lettura critica del momento del club pugliese in un’intervista concessa a catanzaroinforma.it. Le sue parole tracciano un quadro di incertezza che parte da lontano.
“Dal Cagliari un crollo inspiegabile”
Secondo Brondi, la crepa si è aperta dopo la finale playoff persa contro il Cagliari. Da quel momento, i piani societari si sarebbero incrinati. “Vedo una grande confusione a livello societario”, afferma l’ex giocatore, che fatica a decifrare la direzione intrapresa dal club. “Se un progetto esiste davvero, è difficile comprenderlo dall’esterno”. Un’analisi che contrasta nettamente con il suo passato a Bari, quando per due stagioni consecutive sfiorò la promozione in Serie A, lottando fino all’ultimo per il vertice. Un ricordo di ambizioni che oggi appare lontano.
La sfida col Catanzaro: “Rischio altissimo”
In vista della partita contro il Catanzaro, la sua previsione è tutt’altro che ottimistica per i pugliesi. “La vedo dura per il Bari”, dichiara Brondi. Nonostante le motivazioni dei biancorossi siano superiori a quelle di un Catanzaro già appagato, il pericolo resta elevato. Per i calabresi è un’occasione per festeggiare, per il Bari è una gara da non sbagliare. L’equilibrio del match sarà un fattore determinante. “Molto dipenderà da chi sbloccherà il risultato”, spiega. “Se dovessero segnare per primi i padroni di casa, per gli ospiti diventerebbe complicato rimettersi in carreggiata”.


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