Sei volti nuovi in campo e una formazione identica nelle ultime due uscite. L’arrivo di Moreno Longo sulla panchina del Bari ha portato una chiara inversione di rotta, basata su scelte precise e sulla volontà di costruire un gruppo solido. Il tecnico ha tracciato una via maestra, intervenendo sui punti deboli della squadra e valorizzando le risorse a disposizione.
Rao, la scommessa vinta
Longo ha puntato subito su di lui. L’ex Spal, quasi mai impiegato nelle gestioni precedenti, è diventato un punto fermo dell’attacco biancorosso. Il classe 2006 ha ripagato la fiducia con tre gol e una serie di giocate decisive sulla fascia sinistra, come il cartellino rosso procurato contro i toscani. Un cambio di passo evidente. Gran parte delle azioni offensive del Bari nascono da quella corsia, grazie anche alla collaborazione con Dorval, a dimostrazione della nuova centralità del giovane talento.
Una difesa ricostruita
Il reparto arretrato era il punto debole della squadra. Per lunghi tratti della stagione la difesa era apparsa insufficiente, frutto di scelte di mercato che non avevano dato i risultati sperati. Il mercato invernale ha portato una rivoluzione, con gli innesti di Mantovani, Odenthal e Cistana che hanno ridisegnato la linea difensiva. Ora la squadra ha più equilibrio. Sotto la guida di Longo, il nuovo terzetto ha garantito quella stabilità mancata in precedenza, soprattutto nei momenti di difficoltà delle partite.
Nuova linfa a centrocampo
Anche la mediana ha cambiato volto. La coppia formata da Braunoder e Verreth non aveva offerto un rendimento costante, lasciando il centrocampo in affanno. Longo ha affidato la regia ad Artioli, affiancandogli un ritrovato Maggiore, autore di un gol nella partita contro l’Empoli. Il nuovo regista si distingue per l’abilità in fase di impostazione e nel recupero palla, mentre Maggiore offre un contributo prezioso con i suoi inserimenti. La strada per la salvezza resta lunga, ma la direzione intrapresa sembra aver ridato certezze al gruppo.




