Diaw Doudou, ex difensore e tecnico delle giovanili del Bari, analizza la complessa stagione dei biancorossi in vista del playout. In un’intervista rilasciata a TuttoBari, l’ex calciatore ha definito un errore la gestione tecnica avuta durante l’anno, indicando la strada per conservare la categoria.
La gestione tecnica e la programmazione mancata
Secondo Doudou, le difficoltà attuali nascono da scelte passate. L’ex difensore ha le idee chiare su cosa non ha funzionato: “Per me è stato un errore mandare via Longo dopo che è andato ad un punto dai playoff e non ripartire dalla base che si era costruita, facendo un po’ di programmazione”. Il ritorno del tecnico sulla panchina del Bari è avvenuto in un contesto complicato, dopo altri due cambi. Per questo, Doudou ritiene che se Longo e la squadra riuscissero a centrare l’obiettivo, si tratterebbe di un vero e proprio “capolavoro”.
La strategia per il playout
La strada per la salvezza è tracciata. Per Doudou, il Bari non ha alternative: “Il Bari deve cercare di vincere in casa, per poi pensare al meglio alla gara di ritorno”. La sfida si preannuncia difficile, dato che l’avversario, il SudTirol, potrà contare su due risultati su tre per mantenere la categoria. In queste partite decisive, non basterà il singolo. Sebbene giocatori come Rao, Cerofolini e Moncini siano apparsi più in forma, il contributo dovrà arrivare da tutti. “La squadra, più che il singolo, dev’essere decisiva”, ha spiegato Doudou, citando anche l’importanza di chi subentra: “Penso ad un Bellomo che subentrando porta esperienza e conoscenza della maglia”.
L’esperienza per gestire la pressione
Doudou, che ha vissuto da giocatore un playout perso contro il Venezia nella stagione 2003/04, sa bene quanto il fattore psicologico possa essere determinante: “Ci vuole esperienza. Le emozioni vacillano ed i giocatori che non sono abituati a giocare in queste piazze ed in questi momenti vedono la pressione come un fardello”. L’ansia, secondo l’ex difensore, può giocare brutti scherzi. In questo scenario, il ruolo dei calciatori più esperti diventa fondamentale per trainare i più giovani. La gestione della tensione spetta però anche alla guida tecnica, e su questo Doudou non ha dubbi: “L’allenatore, chiaramente, dev’essere bravo a prepararla al meglio, e Longo è certamente più bravo di noi in questo”.




