Il tempo stringe per il futuro societario del Bari. La scadenza fissata dalla Figc per la fine delle multiproprietà, con il termine ultimo della stagione 2028-2029, impone una riflessione sul destino del club. L’ex presidente federale Gabriele Gravina ha confermato che non ci saranno proroghe, rendendo la cessione una strada obbligata. In questo scenario si inserisce l’interesse di nuovi interlocutori, pronti a dare una svolta alla storia biancorossa.
Un mediatore dal passato per il gruppo straniero
Un gruppo straniero si è fatto avanti con l’intenzione di acquisire il controllo del Bari. La novità non è tanto l’interesse in sé, quanto la figura scelta per la mediazione: un volto noto del calcio italiano degli anni ’80 e ’90. Non un semplice consulente finanziario, ma un uomo con una profonda conoscenza delle dinamiche istituzionali e dei rapporti tra club, federazione e territorio. Questa scelta suggerisce una strategia che va oltre l’aspetto economico, puntando a un’interlocuzione con un forte radicamento politico-sportivo. Un profilo del genere potrebbe rivelarsi un ponte per ricucire il rapporto con una piazza esigente.
Le parole di De Laurentiis e la pressione della piazza
L’apertura a un cambio di proprietà non è una sorpresa. Già nel dicembre 2025, il presidente Luigi De Laurentiis aveva parlato pubblicamente di dialoghi in corso con due realtà estere, specificando di voler affidare il club a ‘mani solide’ capaci di garantire un progetto a lungo termine. Quelle dichiarazioni si inserivano in un contesto segnato dalla crescente pressione della tifoseria, che da tempo percepisce la multiproprietà con il Napoli come un limite. La contestazione e la richiesta di un percorso autonomo hanno reso l’ambiente sensibile a ogni voce su un possibile cambio al vertice. L’arrivo di un mediatore esperto potrebbe rappresentare il primo passo concreto verso una nuova era.




