Riccardo Allegretti va dritto al punto. Nelle ultime due partite di campionato per il Bari esiste un solo risultato: la vittoria. L’ex centrocampista biancorosso, al Bari nella stagione 09/10, in un’intervista esclusiva rilasciata a TuttoBari, ha analizzato il finale di stagione dei galletti senza lasciare spazio a interpretazioni o calcoli. La salvezza passa da lì.
L’unica via è la vittoria
Non ci sono più ragionamenti da fare. Secondo Allegretti, la squadra deve scendere in campo con un unico obiettivo. “C’è poco da dire. Bisogna vincere entrambe le partite e fare punti”, ha affermato l’ex giocatore. Il concetto è semplice e non ammette repliche: senza i sei punti, la retrocessione diventa una certezza. Non è più tempo di sperare in passi falsi altrui. “La verità è che se non vinci queste due partite sei retrocesso e, diversamente, è impossibile sperare in altre situazioni o in qualcuno che ti possa dare una mano”. Per Allegretti è necessario ritrovare una mentalità vincente, smarrita troppe volte durante la stagione, mettendo in campo ogni energia residua.
La forza del gruppo, non del singolo
Alla domanda su chi possa essere il trascinatore in questo momento delicato, Allegretti respinge l’idea di un salvatore designato. “Io non credo che a tavolino si possa scegliere chi può trascinare di più e chi può farlo di meno”. La differenza, secondo lui, la fa il collettivo. L’allenatore schiera i migliori in base al lavoro settimanale, ma il risultato finale dipende dall’unione del gruppo. “Poi è chiaro che, in certi momenti, il giocatore più esperto ti può dare quel qualcosa in più ma può essere che anche il calciatore più giovane ti tiri fuori dal cilindro una grande giocata”. Non è il momento di affidarsi a un singolo, ma di unire le forze. “C’è bisogno di tutti in questo momento e tutti devono dare il loro contributo per la causa barese”.




