Pucino suona la carica: “Testa e coraggio per salvare il Bari, chi non ci crede resti fuori”
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Crollo a Pescara, la difesa del Bari “tradisce” Longo: un passo indietro che riapre le incertezze

Il Bari perde 4-0 a Pescara. Analisi della sconfitta e delle scelte di Longo, che ha modificato il terzetto difensivo che aveva portato due vittorie.

La sconfitta per 4-0 subita a Pescara interrompe la striscia positiva del Bari e solleva interrogativi sulle scelte di Moreno Longo. Dopo due vittorie consecutive che avevano dato respiro alla classifica, i biancorossi sono crollati all’Adriatico, mostrando una fragilità difensiva inaspettata. Le decisioni del tecnico, in particolare quelle relative al reparto arretrato, sono finite sotto la lente d’ingrandimento.

Le scelte che non hanno pagato

Contro il Pescara, Longo ha modificato l’assetto difensivo che aveva garantito sei punti nelle uscite contro Sampdoria ed Empoli. Il terzetto composto dai nuovi acquisti Cistana, Odenthal e Mantovani era parso solido e affidabile. La scelta di reinserire Nikolaou, al rientro dopo un’assenza di due mesi, al posto di Cistana non ha dato i frutti sperati. La retroguardia è apparsa subito disattenta e priva delle certezze mostrate in precedenza, subendo la pressione avversaria senza mai riuscire a trovare le giuste contromisure. Neanche l’ingresso di Cistana a partita in corso è servito a raddrizzare la situazione, con il risultato ormai compromesso.

Dettagli che pesano

A incidere sulla prestazione negativa del reparto non è stata solo la modifica nel terzetto centrale. L’assenza per infortunio di Piscopo sulla fascia ha costretto Longo a rivedere i suoi piani. Al suo posto è stato schierato Pucino, un giocatore che in passato ha ricoperto quel ruolo ma che nelle ultime stagioni si era adattato a giocare come braccetto di destra nella difesa a tre. Questo cambiamento, unito a una generale mancanza di concentrazione, ha contribuito a rendere la difesa vulnerabile.