Il tempo non cancella certi rimpianti. Lo sa bene Mirco Antenucci, che a quasi tre anni di distanza da quella finale playoff persa dal Bari contro il Cagliari, torna a parlare ai microfoni di TalkPlayer della delusione dell’11 giugno. L’attaccante ha confessato il suo dolore per non aver potuto dare il suo contributo in una notte che ha segnato la storia recente del club, un’assenza che pesa ancora oggi.
Le parole di Antenucci
Il rammarico è doppio. C’è la sconfitta della squadra e c’è la frustrazione personale. “Mi sarebbe piaciuto veramente giocarla perché tre giorni prima avevamo giocato a Cagliari dove sono entrato per battere il rigore e basta”, ha raccontato Antenucci ai microfoni di Talk Player. La delusione nasce dal non essere stato impiegato neanche per un minuto nella gara di ritorno. “Dopo tre giorni non mi sono neanche scaldato per poter aiutare la squadra“. Una ferita aperta. “Quella è stata, insomma, una roba che mi porto ancora dietro, che mi dà ancora un po’ fastidio, anzi tanto“. L’ex attaccante biancorosso ha poi allargato la sua riflessione alle difficoltà incontrate in stagioni complesse, segnate da cambi in panchina e tra i dirigenti, dove il peso del risultato impedisce di trovare soluzioni alternative. Nonostante tutto, lo sguardo è rivolto al futuro, con un auspicio chiaro per la tifoseria: “È una piazza che merita veramente un palcoscenico più importante“.




