La gestione del finale di gara contro il Mantova non è andata giù a Raffaele Pucino. Il capitano del Bari, in un’intervista rilasciata a RadioBari, ha analizzato la prestazione della squadra, chiedendo un cambio di passo immediato. Secondo il difensore, è mancata l’intelligenza nel leggere i momenti della partita. “Dove non ci arrivi con le gambe, puoi arrivarci con la testa”, ha affermato, criticando la mancanza di coraggio negli ultimi venti minuti di gioco.
“Chi non si rende conto della situazione è meglio perderlo”
Pucino si assume la responsabilità di leader. Il suo messaggio alla squadra è netto e non ammette repliche. “Mi impegnerò personalmente per coinvolgere tutti a dare il 110%”. L’obiettivo è la salvezza, un traguardo da raggiungere a ogni costo, anche prendendo decisioni drastiche all’interno dello spogliatoio. Il capitano avverte: “Se mi accorgessi che c’è qualcuno che non si è reso conto della situazione in cui ci troviamo, è meglio perderlo e non portarlo insieme in guerra”. Parole che seguono l’analisi di una partita in cui, a suo dire, è mancato il coraggio di provare a fare qualcosa in più per portare a casa almeno un pareggio.
“Una macchia che rimane per sempre”
Il difensore si è soffermato anche sulla condizione fisica del gruppo, influenzata da tre cambi di metodologia di lavoro, e sul rapporto con i giocatori più giovani. Le qualità ci sono, ma le difficoltà sono nel tirarle fuori. Il tempo stringe. Pucino lancia un monito diretto alle nuove leve, spiegando il peso di un eventuale fallimento. “Per un giovane retrocedere a Bari sarebbe una macchia in una carriera che rimane per sempre”. Ha poi aggiunto una riflessione sul suo ruolo, evidenziando come il calcio sia cambiato: “Prima c’erano i senatori che dicevano cose senza badare ai modi. Ora i giovani di oggi vanno presi diversamente”.
L’appello ai tifosi in vista dello Spezia
Tornare subito in campo contro lo Spezia è visto come una prova di reazione dopo la sconfitta di Mantova. Pucino condivide la frustrazione del ds Valerio Di Cesare e la fa sua, trasformandola in carica agonistica. “Dobbiamo vivere con questa ossessione in questi mesi”, ha dichiarato, finché la matematica non darà un verdetto. L’ultima parte del suo intervento è un appello diretto all’ambiente e alla tifoseria. “Capisco l’arrabbiatura, ma dobbiamo uscirne tutti insieme”. Il capitano chiude con una promessa chiara. “Io posso garantire che ce la metteremo tutta fino alla fine. Chiedo una mano a tutti quanti”.



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