Di Cesare traccia la rotta: "Conta solo salvarsi. Sul mercato mini rivoluzione"
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Di Cesare traccia la rotta: “Conta solo salvarsi. Sul mercato mini rivoluzione”

Valerio Di Cesare, nel suo nuovo ruolo dirigenziale, detta la linea per il Bari. L’unico obiettivo è la salvezza, da raggiungere con una squadra rinnovata e scelte mirate per il tecnico Longo.

L’obiettivo è la salvezza. Valerio Di Cesare, nella sua nuova veste dirigenziale, traccia la linea per il futuro del Bari senza mezzi termini e con un realismo inedito. Il dirigente ha presentato la nuova rotta del club, archiviando le ambizioni passate per concentrarsi sulla permanenza nella categoria. Una “mini rivoluzione” necessaria per invertire la rotta. “Siamo entrati in un loop mentale negativo”, ha ammesso Di Cesare, spiegando la necessità di inserire forze fresche. Il ds ha parlato in conferenza stampa al San Nicola

Una squadra per Longo

La sessione di mercato è stata costruita attorno alle idee del tecnico Moreno Longo. “Insieme al mister ho cercato di portare calciatori funzionali al suo modo di giocare”, ha spiegato Di Cesare. La ricerca si è concentrata su giocatori pronti a correre e con “il fuoco dentro”, ammettendo le lacune caratteriali della rosa precedente. Sono arrivate pedine in ogni reparto, come Odenthal per la difesa. Di Cesare ha anche affrontato i retroscena di mercato, come le difficoltà a convincere giocatori a trasferirsi e la scelta di non puntare su Castrovilli. Discorso diverso per Partipilo, che “ha sempre dato il massimo ma non è riuscito a esprimersi” e resterà fuori dal progetto tecnico.

Le critiche e le scelte difficili

Il nuovo ruolo ha esposto Di Cesare a critiche feroci. “Sul dirigente si può dire che sia inadatto, ma critiche al livello umano mi hanno ferito”, ha confessato. “È come se avessi subito delle coltellate”. Ha poi chiarito alcune decisioni, come la scelta iniziale di Vivarini, poi sostituito da Longo, e il mancato arrivo di Mantovani in estate, dovuto a scelte tattiche del precedente allenatore. In chiusura, un aneddoto sull’attacco. “Speravo di poter regalare al mister un’opzione in più e ho cercato di ingaggiare Kouamè. Se non fosse andato in Grecia, a giocare in serie A, magari ce l’avremmo fatta. Ma sono felice di quelli che sono arrivati”.