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Bari, l’ex Iadaresta: “Serve solidità, Di Cesare incarna lo spirito della città”

L’ex attaccante Iadaresta dice la sua sul momento del Bari: la ricetta è la solidità. E su Di Cesare: “È la figura più indicata per trasmettere i valori giusti e riavvicinare il pubblico”.

Pasquale Iadaresta, ex attaccante del Bari nella stagione della promozione in Serie C, ha condiviso la sua analisi sull’attuale momento di difficoltà della squadra biancorossa. In un’intervista esclusiva a TuttoBari, ha toccato i temi della crisi di risultati e del nuovo ruolo di Valerio Di Cesare come direttore sportivo, offrendo la sua prospettiva su come superare questa fase complicata.

La ricetta per la salvezza: solidità prima del gioco

Secondo Iadaresta, la stagione del Bari è stata caratterizzata da brevi segnali di ripresa seguiti da ricadute inspiegabili. L’ex centravanti ha sottolineato come il clima teso attorno alla squadra non favorisca la serenità necessaria. “L’unica fortuna che ha il Bari, secondo me, è che la squadra non è così male e che la società è comunque forte”, ha affermato, auspicando una tregua generale per concentrarsi sull’obiettivo salvezza. Riguardo ai cambi in panchina, Iadaresta ritiene che si sia data troppa enfasi all’aspetto tattico. In una situazione così delicata, la priorità deve essere la concretezza: “Oggi, bisognerebbe invece badare di più al sodo: fare punti ogni domenica, diventare una squadra solida e tosta”. La sua ricetta è chiara: “Al Bari in questo momento serve prima solidità e poi il resto”.

Di Cesare, l’uomo simbolo per la ripartenza

Iadaresta ha espresso grande fiducia in Valerio Di Cesare, definendolo una figura chiave per il futuro del club. “Valerio rappresenta la rinascita del Bari”, ha dichiarato, ricordando il suo percorso dalla Serie D. Per l’ex attaccante, Di Cesare “ha incarnato perfettamente lo spirito di questa città che voleva risorgere”. La speranza è che riesca a trasmettere il suo carattere e la sua determinazione alla squadra. “Sono curioso e sono convinto che Valerio ci sappia fare, ce l’ha nel sangue”, ha aggiunto Iadaresta. Lo considera “la figura più indicata oggi per trasmettere questi valori”, essenziali anche per ricucire il rapporto con i tifosi e selezionare giocatori con la giusta mentalità.