Di Cesare, da capitano a direttore sportivo: la sfida di ricostruire il Bari
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Di Cesare, da capitano a direttore sportivo: la sfida di ricostruire il Bari

Valerio Di Cesare, nel suo nuovo ruolo di direttore sportivo, è chiamato a un compito cruciale: ricostruire la squadra nel mercato invernale per dare una svolta alla stagione del Bari.

Il passaggio di Valerio Di Cesare dal campo alla scrivania segna una svolta decisiva per il Bari. Con la sua nomina a direttore sportivo, l’ex capitano diventa la figura centrale del progetto tecnico, ereditando la piena responsabilità delle scelte future. Questo nuovo incarico, giunto in seguito a un rimescolamento interno che ha portato agli esoneri di Magalini e Vivarini, pone Di Cesare di fronte alla sua prima, grande prova dirigenziale: il calciomercato invernale.

Una squadra da rifondare con urgenza

Il tempo degli alibi è terminato. Ogni operazione, ogni trattativa di questa sessione di mercato porterà la firma di Valerio Di Cesare, e con essa il peso di un’intera piazza che chiede risposte. Il compito è chiaro: fornire al tecnico Longo una rosa funzionale e solida, capace di invertire la rotta di un girone d’andata deludente. Non c’è spazio per scommesse o profili acerbi; servono certezze, giocatori pronti a dare un contributo immediato per restituire solidità a una squadra che ne ha un disperato bisogno. La ricostruzione deve avvenire in corsa, con margini di errore praticamente nulli e con la scadenza delle trattative ormai imminente.

La leadership si trasforma in visione strategica

Chi meglio di Di Cesare conosce il significato di indossare la maglia del Bari? La sua leadership, un tempo esercitata all’interno dello spogliatoio, deve ora tradursi in abilità negoziale e acume strategico. La dirigenza ha inviato un segnale forte di cambiamento e la credibilità del nuovo corso dipenderà dalla qualità dei giocatori che arriveranno al San Nicola. In un momento simbolico, con il club che ha appena festeggiato i 118 anni di storia, al nuovo direttore sportivo è richiesto di trovare atleti che portino non solo qualità tecnica, ma anche orgoglio, senso di appartenenza e voglia di riscatto.