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Futuro societario del Bari, Bellinazzo: “Investitori? ipotesi concreta”

L’analisi del giornalista sul futuro del Bari: l’ingresso di nuovi soci è uno scenario credibile per puntare alla A, ma la piazza barese richiede investitori solidi e non è per tutti.

Il futuro assetto proprietario del Bari è un tema di grande attualità, analizzato dall’esperto giornalista de Il Sole 24 Ore, Marco Bellinazzo. In un’intervista rilasciata a La Gazzetta del Mezzogiorno, Bellinazzo ha delineato i possibili scenari per il club biancorosso, soffermandosi sulla strategia della famiglia De Laurentiis e sulle caratteristiche che eventuali nuovi acquirenti dovrebbero possedere.

La strategia di ingresso

Secondo l’analisi di Bellinazzo, l’approccio proposto da Luigi De Laurentiis appare come uno scenario attendibile. L’idea consiste nel coinvolgere nuovi partner finanziari che possano affiancare l’attuale proprietà, con l’obiettivo di accrescere la capacità di spesa del club. Questo potenziamento economico sarebbe finalizzato a costruire una squadra in grado di competere per la promozione in Serie A. Il raggiungimento della massima serie creerebbe le condizioni ideali per una futura cessione della società a un valore più elevato. Bellinazzo sottolinea inoltre come un inserimento progressivo di un nuovo socio consentirebbe a Filmauro di mantenere una presenza nel club, in attesa di possibili evoluzioni normative nel mondo del calcio.

Bari, una piazza che richiede solidità

Il giornalista lancia un avvertimento importante: non bisogna cadere nell’errore di considerare ogni imprenditore straniero come un magnate dalle risorse illimitate. La piazza di Bari, per la sua importanza e il suo potenziale, non è adatta a tutti. Bellinazzo evidenzia che alcune proprietà straniere presenti nel calcio italiano non disporrebbero delle finanze necessarie per gestire nemmeno una singola stagione di vertice in un club come quello pugliese. La cessione del Bari viene paragonata a quella di società come il Bologna o la Fiorentina, operazioni che richiedono “forze appropriate” e non sono di semplice realizzazione. Nonostante le difficoltà, conclude l’esperto, quella del Bari resta un’opportunità di business con “sviluppi sconfinati”.