Igor Protti diventa un film. A fine marzo arriva nelle sale cinematografiche un documentario che ne ripercorre la carriera, diretto da Luca Dal Canto. L’opera, intitolata “Igor. L’eroe romantico del calcio”, vuole essere un tributo a un’epoca del pallone fatta di calciatori legati alla maglia e campi fangosi, un’epoca che ha segnato l’immaginario di molti tifosi.
Un bomber controcorrente
La figura di Protti è legata a un paradosso quasi unico nella storia del calcio italiano. L’attaccante romagnolo fu capocannoniere della Serie A nella stagione 1995-96. Un traguardo personale raggiunto con la maglia del Bari. Nello stesso campionato, però, la squadra biancorossa retrocesse in Serie B, un evento che rese il suo titolo di miglior marcatore ancora più particolare. Il documentario esplora la carriera di un bomber che ha lasciato il segno in provincia, vestendo le maglie di Rimini, Virescit Bergamo, Messina, Napoli e Livorno, oltre a una parentesi con la Lazio.
Il racconto di un’epoca
Il film è costruito attraverso filmati di repertorio e testimonianze dirette. A raccontare Protti non sono solo le immagini delle sue reti. Ci sono i ricordi e le analisi di ex compagni, avversari e allenatori che hanno incrociato il suo cammino, tra cui Giuseppe Signori, Fabio Galante, Walter Mazzarri e Giorgio Chiellini. Il progetto, sceneggiato da Dal Canto con Alberto Battocchi e Anita Galvano, si avvale anche del contributo di giornalisti e sociologi per restituire il ritratto di un uomo e di un calciatore che ha interpretato il calcio in modo personale, lontano dagli schemi del nuovo millennio.




