Non sono solo i gol a raccontare il valore di Gabriele Moncini. L’attaccante, arrivato a parametro zero, si è affermato come una pedina fondamentale per il Bari, capace di incidere anche quando non finisce sul tabellino dei marcatori. Il suo contributo è totale. La fiducia restituita da Moreno Longo lo ha rimesso al centro del progetto tecnico biancorosso.
Il ritorno al gol e la fiducia di Longo
Il cambio di passo è evidente. Con il ritorno di Longo in panchina, Moncini ha ritrovato la titolarità e ha ripreso a segnare, colpendo contro Cesena e Genova. Due reti pesanti. Un rendimento che spezza il digiuno vissuto durante la gestione tecnica precedente, quando l’attaccante era stato relegato ai margini, spesso in panchina o con pochi minuti a disposizione in favore di Gytkjaer. Ora la maglia da titolare è sua.
L’attaccante moderno al servizio della squadra
Il lavoro dell’attaccante toscano va oltre l’area di rigore. Moncini si distingue per un’attività costante in fase di non possesso, portando una pressione continua sui difensori avversari. I suoi centimetri sono utilizzati per far respirare e salire la squadra, offrendo un punto di riferimento fisico in attacco. Non è tutto. Il suo contributo si estende anche alla fase difensiva, con rientri che danno equilibrio alla formazione nei momenti di necessità. Queste caratteristiche ne fanno un centravanti completo, apprezzato per il sacrificio anche nelle giornate in cui le occasioni da gol scarseggiano.




