Il Bari non ha più tempo. Tre sconfitte nelle ultime quattro partite hanno lasciato la squadra penultima in classifica, attesa da una trasferta a Padova che sa di ultima chiamata. Il ritorno di Moreno Longo non ha portato la scossa sperata e ora il tecnico analizza la situazione senza filtri, partendo dalla reazione alla sconfitta contro il Sudtirol: “Spero che la squadra abbia sofferto. Solo provando dolore riesci ad avere una reazione”.
“Non siamo una squadra, dobbiamo diventarlo”
Le parole di Moreno Longo in conferenza stampa suonano la carica. Il tecnico chiede di convertire la delusione in energia per la sfida contro il Padova. “Dobbiamo trasformare il dolore in prestazione”, ha dichiarato. Il problema, secondo l’allenatore, è chiaro. “Mi focalizzo per far diventare il Bari una squadra. Perché non lo è”. Longo descrive un gruppo senza un’identità precisa, dove i giocatori pensano singolarmente, generando una sensazione di disgregazione. Nonostante questo, l’obiettivo resta a portata. “Ci danno già per retrocessi, ma non possiamo mollare di un centimetro. I playout sono a due punti, la salvezza a quattro. Serve trovare le forze per centrare l’obiettivo”.
Responsabilità e gerarchie azzerate
Longo si assume le proprie responsabilità. “Non mollo, prendersi le responsabilità è sempre la strada giusta. Fare un passo indietro significa lavarsene le mani, e io non voglio”. Il tecnico chiede lo stesso ai suoi giocatori, criticando l’atteggiamento di chi si limita al “compitino” e non si assume responsabilità nelle singole situazioni di gioco. Le gerarchie non sono più un punto fermo. “Non guardo carte d’identità o curriculum. Metto dentro chi mi dà delle sensazioni in settimana”. Anche la fascia da capitano non è un elemento decisivo per la leadership. “Dalla prossima partita cambieremo”, ha annunciato, segnalando possibili novità.
Verso Padova, tra mercato e tattica
L’analisi del tecnico si sposta sulle difficoltà nate dal mercato di gennaio. “Nelle rivoluzioni o si incastra tutto subito o fatichi a trovare l’equilibrio”. La squadra, con undici giocatori nuovi e tre allenatori cambiati durante la stagione, fatica a trovare una fisionomia. Longo non esclude nuove soluzioni tattiche, come la coesistenza di Moncini e Gytkjaer o un centrocampo a tre, ma il focus resta sulla prestazione. L’avversario è un ostacolo duro. “Il Padova ha una forte identità, viene da un campionato vinto e gioca a memoria. Sappiamo che partita ci aspetta. Vorranno eliminarci dalla lotta”.




