Bari e Spezia si trovano di fronte a uno scontro salvezza tanto inatteso quanto decisivo. A leggere la partita è Daniele Sciaudone, che ha vestito entrambe le maglie e conosce bene le pressioni delle due piazze. In un’intervista rilasciata a La Gazzetta del Mezzogiorno, l’ex centrocampista ha tracciato un quadro della situazione biancorossa, partendo da un presupposto netto: “La situazione è drammatica”.
Mancanza di carisma e tenuta mentale
L’aspetto mentale conta più di tutto. Secondo Sciaudone, è questa la chiave per interpretare le difficoltà del Bari. “Se la testa non va le gambe non girano”, spiega, indicando nel carattere l’elemento necessario per tirare fuori qualcosa in più in partite così delicate. L’analisi dell’ex giocatore parte da lontano, da una sensazione avuta già vedendo la squadra a Reggio Emilia: la mancanza di leader carismatici. Un’impressione che i fatti stanno confermando. Il gol subito al 94′ a Mantova è un sintomo di questa fragilità. “Non è possibile prendere gol al 94’ in partite tanto importanti”, afferma Sciaudone, che vede nella condizione fisica un altro punto debole, come dimostrano i cali evidenti nelle riprese contro Palermo e Mantova.
La rivoluzione di gennaio e il lavoro di Longo
L’arrivo di Moreno Longo in panchina e gli undici innesti del mercato invernale hanno rappresentato una scossa. Una rivoluzione che per Sciaudone “serviva a prescindere”, pur con i rischi del caso. L’allenatore ha trovato un gruppo descritto come “impaurito e senza certezze”, e ora deve lavorare con il materiale a disposizione, insistendo su testa e fisico. Non c’è tempo per creare un gruppo. “Chi arriva a gennaio deve solo dare qualcosa in più”, sostiene l’ex centrocampista. Servono giocatori con “fame e voglia di fare la differenza”, altrimenti gli innesti restano fini a sé stessi. Una stoccata arriva anche per chi ha rifiutato la piazza a gennaio: “In giro ci sono troppe figurine. Meglio che non siano venute”.
La sfida con lo Spezia: vietato fallire
Nonostante tutto, la stagione non è compromessa. “Mancano ancora quindici partite e tanti punti a disposizione. Può succedere di tutto”. La continuità sarà l’elemento decisivo, perché vincere gli scontri diretti e perdere le gare successive non porterà alla salvezza. Il primo, vero bivio è però la sfida con lo Spezia. Una partita in cui “il Bari ha più da perdere”, perché si gioca in casa. Il fattore campo diventa un elemento su cui puntare. Sciaudone chiude con un auspicio: “Spero ci sia il pubblico a dare una mano. Un San Nicola che metta tensione allo Spezia potrà fare la differenza”.




