La classifica del Bari non rispecchia il valore della squadra. Ne è convinto Giorgio Roselli, ex centrocampista biancorosso nella stagione 1986-87, che in un’intervista esclusiva rilasciata a TuttoBari.com ha analizzato il momento della formazione pugliese. Secondo Roselli, l’annata è “difficile da capire dall’esterno” e si inserisce in un contesto più ampio di un campionato anomalo.
Un campionato strano
La stagione attuale della Serie B è piena di sorprese. Roselli la definisce “talmente strana” che anche squadre accreditate per le prime posizioni, come lo Spezia, si trovano in difficoltà. “È un campionato un po’ anomalo, dove le squadre che sulla carta sembravano meno attrezzate stanno facendo molto bene. Mentre squadre blasonate sono finite, per ora, in questa trappola di classifica”, ha spiegato l’ex giocatore. Questa visione contestualizza le difficoltà del Bari, suggerendo che non si tratti di un caso isolato ma di una tendenza più generale del torneo cadetto.
L’importanza del collettivo
Per Roselli, il rendimento di una squadra non si misura separando i reparti. Non esiste un problema specifico dell’attacco o della difesa. “Io ho sempre pensato che non esista un vero discorso di attacco o di difesa: le squadre sono squadre”, ha affermato. L’ex mediano porta l’esempio della Sampdoria per illustrare come l’innesto di pochi giocatori possa elevare il rendimento di tutto il gruppo. Il punto, secondo lui, non è la produttività di un singolo reparto, ma l’equilibrio generale. “Quello che conta davvero è il risultato, che sappiamo essere dato dalla differenza tra i gol che prendi e quelli che fai”. La vera anomalia, conclude, “è che una squadra di così buon livello, allenata molto bene, faccia così tanta fatica a tre quarti, ormai quasi, del campionato”.


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