Ivan Rizzardi, che ha vestito la maglia del Bari tra il 1991 e il 1993, analizza la situazione del club biancorosso ai microfoni di TuttoBari. L’ex difensore non si nasconde e offre una lettura chiara delle difficoltà attuali, proponendo una via d’uscita basata su valori precisi.
Una stagione al di sotto delle attese
L’andamento della squadra ha sorpreso Rizzardi: “Non mi aspettavo quest’annata, alla luce di una buona campagna acquisti estiva”, afferma in un’intervista rilasciata a TuttoBari. Nonostante le premesse, i risultati non sono arrivati. Rizzardi riconosce che a volte “capitano stagioni storte”, ma è convinto che la rosa abbia le qualità per superare il momento difficile, pur con un calendario non favorevole. La squadra ha le risorse per tirarsi fuori da una situazione complicata.
Il modello multiproprietà e il richiamo al passato
Il discorso si sposta poi sul modello di gestione societaria. Per Rizzardi, “la multiproprietà cerca solo business”. Il suo pensiero va a un calcio diverso, incarnato da figure come i Matarrese, capaci di unire gli investimenti a un legame autentico con il territorio. “Servono persone che abbiano a cuore il territorio e lavorino per la città, non solo per ambizioni personali”, spiega. L’ex giocatore invoca un ritorno a un calcio fatto di passione e a figure di riferimento all’interno delle società, elementi la cui assenza ha contribuito, secondo lui, a un declino generale.
La ricetta per la salvezza
Cosa serve, dunque, al Bari per raggiungere l’obiettivo? La ricetta di Rizzardi è semplice. “Ci vuole tranquillità, entusiasmo e vicinanza intorno alla squadra, criticandola il meno possibile”. Non si tratta di un appoggio incondizionato, ma di creare un ambiente sereno che permetta ai giocatori di esprimersi al meglio. In questo, il ruolo del pubblico diventa centrale. Rizzardi si mostra fiducioso nella risposta della tifoseria: “Credo che il tifoso barese, da sempre passionale, saprà dare una mano”.




