Moreno Longo chiede una svolta. Il tecnico del Bari ha tracciato una linea netta, invitando la squadra a mettere il club al primo posto per raggiungere l’obiettivo stagionale. Un patto richiesto alla vigilia della sfida contro il Sudtirol, in cui l’allenatore ha toccato temi che vanno dal rendimento degli attaccanti al rapporto con la tifoseria.
Un segnale per la gente di Bari
Serve un segnale forte. Longo ha insistito sulla necessità di un cambio di passo per riaccendere l’entusiasmo del pubblico, che può diventare un alleato decisivo. “Tutti insieme possiamo fare un’impresa. Ho chiesto ai ragazzi di mettere il Bari al primo posto, davanti a tutto. Non basta il compitino, serve qualcosa in più”, ha affermato in conferenza stampa. L’allenatore ha citato come esempio positivo le parole di Traoré, che a fine gara con lo Spezia gli ha confidato di essersi divertito in campo. “Dobbiamo accendere il tifo”, ha ribadito Longo.
Gytkjaer e il gioco offensivo
Il problema del gol non riguarda solo un giocatore. L’allenatore ha difeso Christian Gytkjaer, il cui rendimento è al centro delle discussioni, spiegando le difficoltà oggettive per le punte di una squadra che non produce un volume di gioco elevato. “È un giocatore di assoluto livello in area di rigore, ma serve starci”, ha spiegato Longo. Se un attaccante lavora lontano dalla porta, per lui diventa difficile incidere.
Sudtirol, una sfida senza etichette
Nessuna etichetta per il Sudtirol. Longo ha liquidato la diatriba tra “giochisti” e “risultatisti” in vista della partita contro la squadra di Castori, definendola offensiva. “Sono maestri nella loro filosofia e hanno idee chiare”, ha detto, elogiando l’organizzazione degli avversari. Il tecnico si aspetta una partita complessa. “Ci costringeranno a fare una partita dura e sporca, facendoci correre tanto all’indietro”, ha anticipato. La chiave sarà trovare le contromisure per rispondere a uno spartito tattico ben preciso.




