Nove partite per evitare il baratro. Il Bari riparte dal San Nicola, chiamato a una reazione immediata dopo la pessima figura di Pescara. Sabato arriva la Reggiana per uno scontro che sa di spareggio salvezza, un appuntamento da non fallire per una squadra che occupa il penultimo posto in classifica e ha mostrato segnali di profonda crisi.
Cancellare Pescara, una questione di atteggiamento
La sconfitta in Abruzzo ha lasciato ferite profonde. Non tanto per il risultato, quanto per l’assenza totale di reazione mostrata dalla squadra, apparsa svuotata e incapace di lottare. Un crollo emotivo che ha spinto il tecnico Moreno Longo a rientrare immediatamente negli spogliatoi a fine gara, deluso dall’atteggiamento dei suoi. Il silenzio post-partita ha certificato la gravità del momento. Ora, contro la Reggiana, la richiesta è una sola: dimostrare di essere una squadra viva. Serve un segnale di orgoglio, di appartenenza, di umiltà. La prestazione viene prima del risultato.
Reggiana, avversario diretto nella lotta per non retrocedere
Di fronte ci sarà una Reggiana con un solo punto in più in classifica. Anche gli emiliani stanno attraversando un periodo complesso, con nove punti raccolti in undici partite nel 2026 sotto la guida di Lorenzo Rubinacci. I numeri descrivono due squadre in difficoltà. L’attacco della Reggiana ha segnato 29 reti, mentre il Bari è fermo a 25. Le difese non offrono maggiori garanzie: 42 i gol subiti dagli emiliani, 44 quelli incassati dai biancorossi. Dati che confermano la natura di scontro diretto per la salvezza, dove ogni errore potrebbe costare doppio. La crisi è evidente e il calendario non concede tregua, con le sfide contro Frosinone, Carrarese e Modena alle porte. La salvezza del Bari passa dalla capacità del tecnico di scuotere un gruppo che sembra aver smarrito la via. Sabato, al San Nicola, si attende la prima risposta.




