Moreno Longo non cambia idea. Il suo Bari gioca con un solo attaccante di ruolo, anche quando la classifica e il cronometro chiederebbero di osare. Nel campionato di Serie B, la squadra lotta per la salvezza e la rigidità tattica del 3-4-2-1 appare come una coperta corta, capace di dare equilibrio ma non di risolvere una palese difficoltà a trovare la via della rete.
Moncini titolare, gli altri a secco
L’attacco del Bari ha un solo punto fermo: Gabriele Moncini. L’attaccante toscano, capocannoniere della squadra con otto reti, è stato schierato titolare in dieci delle dodici partite della gestione Longo, segnando tre gol. La sua posizione non è in discussione. Alle sue spalle, però, la situazione è desolante. Sia Christian Gytkjaer sia Marvin Cuni sono ancora a secco con il nuovo tecnico. Il danese non segna da ventuno giornate, con l’ultimo acuto che risale al 2 novembre contro il Cesena. Da allora, per lui solo una partita da titolare e una manciata di minuti. Discorso simile per Cuni, che pur avendo collezionato nove presenze, ha un minutaggio esiguo e solo due partenze dall’inizio, senza lasciare il segno.
Un rischio calcolato solo nel finale
L’opzione dei due attaccanti è un tabù. Longo l’ha scelta dall’inizio solo una volta, nel pareggio a reti bianche contro lo Spezia. In tutte le altre occasioni, il passaggio a un assetto più offensivo è arrivato solo nei minuti finali di partite già compromesse, senza mai incidere. Contro il Palermo, Cuni è stato affiancato a Moncini per 27 minuti, ma i rosanero hanno poi dilagato vincendo 3-0. A Pescara, sotto di due gol, la mossa è arrivata a 20 minuti dalla fine, con il risultato già fissato sul 4-0. Scampoli di partita anche contro Frosinone e Carrarese, con Gytkjaer e Cuni gettati nella mischia a risultato quasi acquisito. Tentativi tardivi, che non aggiungono peso a una prima linea spesso troppo leggera e isolata dal resto della squadra. Per la salvezza servono punti, da trovare in ogni modo. Forse, anche con due attaccanti in campo.




