Il San Nicola non è più un fortino. È diventato una terra di conquista. Una condizione che Carlo Perrone, ex icona biancorossa, definisce “inaccettabile”. La sua analisi, affidata a un’intervista per La Gazzetta del Mezzogiorno, fotografa un Bari in piena crisi, con un bilancio di tre sconfitte e un pareggio nelle ultime quattro partite e una classifica che fa tremare. Una situazione che, secondo Perrone, ha radici profonde.
Una crisi mentale prima che tecnica
La difficoltà è nella testa dei giocatori. Perrone ne è convinto. “Mai avrei pensato che il Bari sarebbe andato in così tanta problematicità”, afferma, indicando la confusione generata dai tre cambi di allenatore come una delle cause principali. I continui cambi di modulo, anche a partita in corso, disorientano la squadra. Manca un leader. L’ex centrocampista ricorda figure come Loseto, De Trizio e Terracenere, uomini che “conoscevano bene l’ambiente e ci tirarono fuori dalla crisi”. A Moreno Longo, attuale tecnico, suggerisce una via d’uscita pragmatica: un semplice 4-4-2, mettendo in campo anima e cuore. Il tempo per sperimentare è finito.
Un mercato sbagliato e il silenzio della società
Le colpe, secondo Perrone, partono da lontano, dalle scelte estive “rivelatesi tutte sbagliate”. Il mercato di gennaio non ha corretto la rotta. Anzi. “Bari è diventato un albergo con le porte aperte. Gente che va e che viene. Un casino”. Sono arrivati giocatori fuori condizione, privilegiando la quantità sulla qualità. Servivano due o tre elementi pronti, non una rivoluzione a metà stagione. In questo scenario pesa anche il silenzio della proprietà. Perrone ricorda i tempi di Matarrese, “molto vicino alla squadra”, sottolineando come la presenza della società sia un fattore aggregante. Una retrocessione, avverte, sarebbe un colpo durissimo per tutti: “I De Laurentiis perderebbero soldi e faccia. I giocatori il loro valore. Un’onta nel curriculum”.
L’unica via d’uscita: spogliatoio e temperamento
Non tutto è perduto. Le concorrenti per la salvezza non corrono. La via d’uscita esiste ed è una sola: “la compattezza dello spogliatoio”. Perrone insiste sulla necessità di affidarsi a giocatori di temperamento, anche se tecnicamente meno dotati, per affrontare un finale di stagione da dentro o fuori. Le prossime sfide contro Padova e Sampdoria sono due scogli difficili, ma non insormontabili. Bisogna resettare tutto e lottare su ogni pallone. Il compito di trasmettere questa determinazione spetta a Longo, chiamato a fare gruppo e a togliere ogni alibi ai suoi uomini. Il rischio di una caduta in Serie C è concreto e “sarebbe devastante”, ma la squadra ha ancora la possibilità di invertire la rotta.




