Il calciomercato invernale ha cambiato profondamente il volto del Bari, con un massiccio viavai di undici nuovi innesti e nove partenze. Questa rivoluzione, orchestrata dal nuovo direttore sportivo Di Cesare, presenta tuttavia più incognite che certezze. L’allenatore Moreno Longo aveva richiesto giocatori pronti per la lotta salvezza, ma i profili giunti alla corte biancorossa sono in gran parte atleti con scarsissimo minutaggio nella prima parte di stagione, creando una sfida non indifferente per l’immediato.
I nuovi volti del Bari: una lunga lista di giocatori da rilanciare
Un’analisi dettagliata dei nuovi acquisti rivela una tendenza preoccupante. Molti dei nuovi giocatori hanno passato più tempo in panchina che in campo. Si parla di profili come Cavuoti (appena 40 minuti disputati), Odenthal (un solo minuto in campo e lontano dai titolari da oltre un anno) ed Esteves (ultima partita da titolare a maggio 2024). La situazione è simile per Mantovani, fermo da inizio ottobre dopo sole sette presenze. A questi si aggiungono giocatori reduci da esperienze deludenti, come Artioli e Cuni, o giovanissimi come De Pieri e Stabile, riserve nella Juve Stabia. L’unico ad aver mostrato segnali incoraggianti è Cistana, anch’egli però proveniente da un periodo di inattività per infortunio.
Dubbi e perplessità nei reparti chiave: centrocampo e attacco senza veri rinforzi
Mentre la difesa sembra aver trovato una certa solidità con l’inserimento di Odenthal, rimangono forti dubbi sugli altri reparti. Il centrocampo appare privo di qualità e fisicità, con il giovane Traorè (classe 2006 dal Southampton con minima esperienza nella terza serie spagnola) che rappresenta più una prospettiva futura che una certezza attuale. Anche l’attacco non convince: Piscopo è una discreta alternativa sulla trequarti, ma Moncini resta l’unico vero finalizzatore, dato che Gytkjær non ha reso secondo le aspettative. La partenza di giocatori come Pereiro e Cerri, unita alla marginalizzazione di chi doveva essere leader (Vicari, Antonucci, Castrovilli) e alle situazioni irrisolte degli esuberi Maggiore e Partipilo, lascia a mister Longo il difficile compito di trasformare una squadra di incognite in un gruppo capace di raggiungere la salvezza.

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