Corrado Urbano non usa mezzi termini. L’ex centrocampista e allenatore della Primavera biancorossa, in una lunga intervista concessa a TuttoBari, traccia una linea netta sulla gestione societaria, analizza il rendimento di alcuni giocatori e svela un rammarico personale. Dal futuro del club al suo passato, Urbano tocca diversi punti, offrendo una visione a 360 gradi sul mondo Bari.
La richiesta alla proprietà
Il cuore del messaggio di Urbano è un invito esplicito alla famiglia De Laurentiis a cedere il controllo del club. La sua posizione è chiara. “Penso che i De Laurentiis debbano lasciare Bari”, afferma l’ex giocatore, motivando la sua richiesta con la necessità di avere una guida dedicata esclusivamente alla causa barese. Secondo Urbano, la città merita “una società che curi soltanto questa squadra”, per poter costruire un progetto solido e ambizioso senza le distrazioni derivanti dalla multiproprietà.
Castrovilli e Partipilo, un peso doppio sulle spalle
Urbano, che ha allenato sia Gaetano Castrovilli sia Anthony Partipilo nella Primavera del Bari, commenta la loro stagione sottotono. Secondo il tecnico, l’annata difficile della squadra ha amplificato “la pressione su di loro”. Invece di essere un valore aggiunto, hanno risentito della situazione più di altri, non riuscendo a esprimere le loro qualità a causa del peso delle responsabilità che gravava sulle loro spalle.
Ricordi, rimpianti e il legame con il settore giovanile
L’allenatore ricorda le sue due vite in biancorosso: quella da calciatore, segnata dalla vittoria del campionato di Serie B e della Mitropa Cup, e quella in panchina con la Primavera, dove ha contribuito a lanciare talenti. Proprio sul settore giovanile, Urbano evidenzia una frattura creatasi dopo il fallimento, con molti giovani baresi che hanno cercato fortuna altrove. Per l’ex tecnico, servirebbe ritrovare un senso di appartenenza per valorizzare il talento locale. In questo contesto, confessa anche un dispiacere: non aver mai avuto l’opportunità di guidare la prima squadra, una chance che a suo dire viene concessa altrove a chi si distingue con i giovani.
L’appello per la salvezza e il presente a Formia
Nonostante le critiche alla società, Urbano sposta poi l’attenzione sul campo. La squadra deve giocare “con la consapevolezza che è forte”, mentre la tifoseria è chiamata a sostenere i giocatori per la salvezza. “Il tifo deve darsi un pizzicotto in faccia”, afferma. Nel frattempo, la sua carriera da tecnico prosegue in Eccellenza laziale. È alla guida del Formia, squadra che ha preso in zona playout e ha portato a giocarsi un posto per la promozione in Serie D.




