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Magalini-Bari, c’è l’addio. Il bilancio tra acquisti e mancate ambizioni

L’era di Giuseppe Magalini a Bari si conclude tra polemiche e risultati deludenti. Un’analisi del suo operato, dalle scelte di mercato contestate alla difficile gestione della comunicazione.

Il rapporto tra Giuseppe Magalini e il Bari è essere giunto al capolinea. Il bilancio del dirigente sportivo, dopo circa un anno e mezzo di gestione, è considerato negativo, segnato da campagne acquisti che non hanno portato i frutti sperati e da un rendimento generale della squadra al di sotto delle aspettative. La sua avventura in biancorosso è stata caratterizzata da diversi inciampi e da un legame mai realmente sbocciato con l’ambiente barese, che ha manifestato a più riprese il proprio malcontento.

Un mercato di delusioni e addii pesanti

Le scelte di mercato operate sotto la guida di Magalini sono state uno dei principali punti di critica. Molti degli innesti non hanno reso secondo le attese, lasciando un vuoto in termini di qualità e continuità. Nel reparto trequarti, giocatori come Falletti e Pereiro non sono riusciti a imporsi, mentre in attacco si sono registrate diverse delusioni. L’arrivo di Bonfanti, presentato come un colpo di rilievo, non ha prodotto i gol sperati, così come in precedenza attaccanti del calibro di Novakovich, Lasagna e Favilli non avevano garantito un rendimento costante. A pesare sul bilancio ci sono anche le partenze della scorsa estate, con l’addio di figure come Maita, Benali e Mantovani, giocatori che oggi vengono rimpianti dalla tifoseria per il loro contributo alla squadra.

Comunicazione e critiche: un rapporto mai sbocciato

Oltre alle questioni di campo, a Magalini viene imputata una comunicazione che ha spesso lasciato perplessi i tifosi. In diverse occasioni, le sue dichiarazioni pubbliche sono state oggetto di contestazione. Un esempio emblematico furono le sue parole al termine della stagione passata, quando, nonostante la mancata qualificazione ai playoff dopo il pareggio con il Sudtirol, il dirigente difese il proprio operato e quello della società. Anche in seguito alla campagna acquisti invernale di un anno fa, Magalini espresse grande convinzione per l’acquisto di Maggiore, glissando su altre questioni spinose come il caso Dorval. Questo atteggiamento ha contribuito a creare una frattura con una parte della tifoseria, che sui social e non solo ha espresso con forza il proprio dissenso, chiedendo un cambio di rotta per risollevare le sorti di una squadra in difficoltà.