La partita di andata dei playout tra Bari e Sudtirol si è trasformata in un’esperienza da incubo per tanti tifosi. La serata, che doveva essere di puro sostegno sportivo, è stata segnata da enormi disagi logistici, culminati con il furto di un’automobile all’interno del parcheggio dello stadio. Un episodio che ha acceso i riflettori su problemi organizzativi e strutturali che affliggono l’impianto da decenni.
Traffico paralizzato e ritardi all’ingresso
Le difficoltà sono iniziate ben prima del fischio d’inizio. La combinazione tra una viabilità perimetrale inadeguata e l’abitudine di molti tifosi di arrivare a ridosso della partita ha mandato in tilt l’intera area. Le principali arterie di accesso si sono bloccate, creando un imbuto che ha intrappolato migliaia di veicoli. Di conseguenza, le code ai tornelli sono diventate chilometriche, costringendo numerosi sostenitori a entrare sugli spalti solo a partita già iniziata, con ritardi che hanno raggiunto anche i quindici minuti. A peggiorare la situazione, la mancanza di varchi dedicati agli abbonati, che si sono ritrovati a subire le stesse attese di chi doveva acquistare o validare un singolo biglietto.
Il furto d’auto nel parcheggio
Oltre ai disservizi legati alla viabilità, un grave fatto di cronaca ha macchiato la serata. Un tifoso ha denunciato sui social network di aver subito il furto della propria auto, parcheggiata in una delle aree interne dello stadio. L’episodio solleva seri interrogativi sugli standard di vigilanza e sicurezza in zone che dovrebbero essere presidiate durante l’evento. Tra le carenze strutturali mai risolte dalle amministrazioni comunali e una gestione logistica deficitaria, l’esperienza allo stadio per il pubblico barese si sta rivelando sempre più problematica e frustrante.




