Pasquale Marino sul Bari: "La testa fa la differenza, più della tattica"
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Pasquale Marino sul Bari: “La testa fa la differenza, più della tattica”

L’ex tecnico Pasquale Marino analizza il finale di stagione del Bari. La sua ricetta per le sfide decisive: mentalità, concentrazione e la giusta cattiveria.

La testa fa la differenza. Più della tattica, più del modulo. Pasquale Marino, che ha guidato il Bari nella stagione 2023/24, offre la sua lettura del momento biancorosso. Per l’allenatore siciliano, l’approccio mentale è l’unica chiave per affrontare le partite che decidono una stagione.

L’elmetto in testa e le frizioni ambientali

Bisogna entrare in campo con l’elmetto. Questa è l’immagine usata da Marino per descrivere l’atteggiamento necessario nelle sfide da dentro o fuori. “L’aspetto psicologico vale più della tattica per tutti i 90’”, afferma il tecnico in un’intervista rilasciata a La Gazzetta del Mezzogiorno. Non c’è più tempo per riparare gli errori. Secondo l’allenatore, questa pressione interna è amplificata da un contesto difficile, che lui stesso ha vissuto. “Purtroppo, ieri come oggi, resistono situazioni critiche e frizioni tra l’ambiente e la società per via della multiproprietà”, spiega, notando come l’entusiasmo della finale playoff persa col Cagliari si sia affievolito. Un clima che si ripercuote sulla squadra, anche se Marino precisa: “Sono tuttavia delle attenuanti perché in campo ci vanno i giocatori”.

Uomini, scelte e avversari senza pressione

Il dibattito sul 4-3-3 è relativo. Marino, che durante la sua gestione passò a una difesa a tre per necessità, crede che “quello che conta è l’atteggiamento”. La forma fisica e la personalità sono i veri criteri di scelta, non l’età. “Puoi essere giovane e avere la personalità di uno grande”, sostiene. L’analisi si sposta poi sul Catanzaro, avversario con la testa già ai playoff, una condizione che Marino definisce “un’arma a doppio taglio” perché giocherà senza assilli. Il Bari, al contrario, si gioca tutto. L’ex tecnico ha parlato anche di due figure che conosce bene, Ciro Polito e Valerio Di Cesare, definendo “improponibile” un paragone data la diversa esperienza. Su come finirà la lotta salvezza, però, non si sbilancia. “Impossibile fare previsioni. Ci sono troppi incroci”.