Le vecchie ruggini non si dimenticano. A riaccendere la miccia della rivalità tra Avellino e Bari è l’ex difensore irpino Simone Ciancio, che ha ripercorso gli episodi di un’accesa discussione con Mirko Antenucci e Valerio Di Cesare. In un’intervista a Sport channel 214, il calciatore ha svelato aneddoti e retroscena di un antagonismo nato quattro anni fa.
La passeggiata mancata e le prime scaramucce
Tutto iniziò nel 2021. Il Bari arrivò al Partenio con la convinzione di poter dominare: “Pensavano di venire a fare una passeggiata e invece hanno trovato pane per i loro denti”, ha ricordato Ciancio. L’Avellino, guidato da Piero Braglia, preparò la partita con grande determinazione. La tensione era palpabile, tanto che Ciancio ha menzionato un dettaglio: “Mi ricordo anche di un Carriero che si era fatto i capelli alla Ronaldo il fenomeno”. Quella partita terminò 1-0 per i padroni di casa, una sconfitta che i biancorossi non digerirono facilmente.
La festa al San Nicola e quella frase: “È lunga Ciancio”
La rivalità si infiammò l’anno successivo. Al San Nicola, in occasione della partita che sancì la promozione del Bari in Serie B, l’atmosfera era già tesa durante il pre partita. Ci fu un alterco tra i giocatori del Bari e il portiere dell’Avellino, Pasquale Pane. Fu in quel contesto che Antenucci e Di Cesare si rivolsero a Ciancio con una frase: “È lunga Ciancio”. Un avvertimento, un modo per dire che i conti si sarebbero fatti più avanti, nei playoff. Il destino, però, non fu favorevole all’Avellino: “Perdemmo quella partita e poi anche ai playoff andò male con il Foggia”, ha ammesso l’ex difensore.
Una maglietta per chiudere il cerchio
Ciancio ha annunciato che guarderà la prossima sfida tra Avellino e Bari indossando una maglietta speciale, con sopra la scritta “È lunga Ciancio”. Un gesto simbolico, che esprime la volontà di chiudere un cerchio battendo sportivamente i biancorossi.




