Crollo verticale del Bari, una squadra senza anima
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Il sindaco di Bari replica a Cannito: “Parole inopportune, chieda scusa alla città e ai tifosi”

Leccese a Cannito: “Parole inopportune, servono scuse alla città”. La replica del sindaco di Bari

La replica è arrivata puntuale. Il sindaco di Bari, Vito Leccese, ha risposto alle dichiarazioni del suo omologo di Barletta, Cosimo Cannito, definendole inopportune e difficilmente conciliabili con il ruolo istituzionale ricoperto. La polemica era nata durante i festeggiamenti per la promozione del Barletta. In quell’occasione, Cannito si era lasciato andare a un augurio per la prossima stagione: “Spero anche il Bari scenda in C”.

La responsabilità della fascia tricolore

Leccese ha compreso l’entusiasmo della piazza barlettana, complimentandosi per il traguardo sportivo raggiunto. Ha però messo in chiaro un punto. “Le nostre parole non sono mai solo nostre”, ha scritto il primo cittadino barese, ricordando come la fascia tricolore imponga una responsabilità che trascende le opinioni personali. Un sindaco rappresenta un’intera comunità e, per questo, secondo Leccese, “nel gioire per il progresso del territorio e l’eccellenza delle sue realtà sportive, non dovrebbe mai augurarsi il fallimento altrui”.

La giustificazione di Cannito e l’assenza di scuse

Il sindaco di Bari ha poi notato come nel successivo post di giustificazione di Cannito mancasse un elemento fondamentale: le scuse alla città e alla tifoseria barese. Nel suo messaggio, il primo cittadino di Barletta aveva precisato che il suo non era un “augurio di sventura”, ma esprimeva il desiderio di assistere a “derby epici” tra le due squadre, aggiungendo che sarebbe stato “il primo a gioire” in caso di salvezza del Bari. Nonostante questa spiegazione, Leccese ha sottolineato l’assenza di scuse dirette, richiamando l’attenzione sul confine che separa lo sfottò goliardico da gesti che possono degenerare e sul dovere delle istituzioni di dare l’esempio. L’auspicio finale è che tutte le realtà pugliesi possano competere nel segno del rispetto, in una chiusura che definisce l’accaduto “solo un piccolo incidente di percorso”.