Quattordici gol in undici partite. Questo dato riassume la trasformazione dell’attacco del Bari sotto la guida di Moreno Longo, che ha rivitalizzato il potenziale di una squadra in difficoltà. Un cambio di passo netto. Prima del suo arrivo, il reparto avanzato biancorosso era tra i peggiori della Serie B, ma ora la media realizzativa è salita a 1,27 reti a partita.
Rao e Moncini, i volti del nuovo corso
Emanuele Rao è il simbolo della svolta. L’attaccante ha segnato sei gol, tutti arrivati durante la gestione di Longo, affermandosi come il principale finalizzatore della squadra in questa fase del campionato. Un rendimento che lo ha reso un punto di riferimento. Accanto a lui, anche Gabriele Moncini ha trovato maggiore continuità, contribuendo con tre reti che portano il suo bottino stagionale a otto. La vittoria per 4-0 sulla Reggiana, prima gara con più di due reti all’attivo, testimonia la nuova efficacia del reparto.
Un’inversione di tendenza netta
Il passo in avanti è evidente se si guardano i numeri delle gestioni precedenti. Con Fabio Caserta in panchina, il Bari aveva realizzato 13 gol in 12 partite. La situazione era peggiorata con Vincenzo Vivarini, quando la squadra aveva prodotto appena 3 reti in 8 incontri, con una media di 0,37 a partita. Con Longo, i biancorossi hanno segnato 14 gol in 11 gare, lasciandosi alle spalle il titolo di peggior attacco del torneo, ora detenuto da Sampdoria e Virtus Entella. La musica, a Bari, è cambiata.




